Spagna, Madrid in piazza contro gli sfratti: «Ora sciopero generale per la casa»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid e in una cinquantina di altre città spagnole per protestare contro la crisi abitativa, dopo che il Congresso ha bocciato i decreti legge del governo sulla casa. A Madrid, secondo la delegazione del governo, i partecipanti sono stati circa 70mila, mentre il Sindicato de Inquilinas, che ha convocato la mobilitazione, stima circa mezzo milione di persone.

I manifestanti hanno attraversato la capitale in quattro cortei partiti a mezzogiorno da punti diversi – la Glorieta de Emilio Castelar, la stazione di Atocha, l'Hospital de la Princesa e la Plaza de España – per confluire a Plaza de Cibeles, agitando simbolicamente le chiavi di casa e intonando slogan come «i vostri profitti, la nostra miseria».

La scintilla dello sfratto di Maricarmen

A innescare la protesta è stato lo sfratto di Maricarmen Abascal, un'anziana di 87 anni allontanata dall'appartamento di Madrid dove viveva da circa settant'anni. L'episodio ha suscitato un'ondata di indignazione che ha portato a un accampamento a Puerta del Sol e a manifestazioni in tutto il Paese, con lo slogan «Ni una Maricarmen más».

Pablo Iglesias, ex leader di Podemos ed ex vicepresidente del governo, ha dichiarato che lo sfratto ha avuto un valore simbolico paragonabile a quello di Rosa Parks negli Stati Uniti: «Al giorno ci sono circa 68 sfratti come quello di Maricarmen», ha affermato.

Il voto che ha fatto cadere le misure sulla casa

Venerdì il Congresso dei deputati ha respinto due decreti legge varati dall'esecutivo di Pedro Sánchez. Il primo, che conteneva il blocco degli sfratti per gli inquilini vulnerabili fino al 2030 e limitazioni agli acquisti dei fondi speculativi, è stato bocciato con 178 voti contrari e 172 favorevoli. Il secondo, che prevedeva il rinnovo automatico dei contratti di locazione in scadenza, è stato respinto con 184 contrari e 166 favorevoli.

Contro i provvedimenti hanno votato il Partito Popolare, Vox, Junts per Catalunya e, nel secondo caso, anche il Partito Nazionalista Basco e Coalición Canaria. Prima del voto, Sánchez aveva invitato i deputati a «pensare alla gente comune», avvertendo che «la storia vi giudicherà prima di quanto pensiate e con più durezza di quanto immaginiate».

La richiesta di sciopero generale

Il Sindicato de Inquilinas ha chiesto uno sciopero generale per il diritto alla casa, chiedendo una riduzione del 50% degli affitti, contratti a tempo indeterminato e l'esproprio degli immobili ai fondi speculativi. La portavoce del sindacato, Valeria Racu, ha affermato che «ciò che si sente nelle strade è una energia nuova, che dimostra che otto giorni di potere popolare possono realizzare molto più di otto anni di governo progressista».

Alicia del Rio, altra portavoce dell'organizzazione, ha spiegato che lo sciopero sarà organizzato congiuntamente ai sindacati dei lavoratori, tra cui Ugt, CcOo, Cgt e Cnt, e che verrà indetto «presto», indipendentemente da chi sia al governo.

Scontri a Valencia e pressione sul governo

Se a Madrid la manifestazione si è svolta in modo pacifico, a Valencia il corteo si è concluso con scontri: alcuni manifestanti hanno superato le transenne e lanciato oggetti contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Circa trenta persone sono riuscite a entrare temporaneamente nel complesso della Città delle Arti e delle Scienze prima di essere allontanate.

Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha accusato Sánchez di usare la questione abitativa per calcoli elettorali e ha chiesto lo scioglimento del Parlamento. Secondo quanto riportato da diversi media spagnoli, il premier socialista valuta la possibilità di elezioni anticipate, con una prima data utile indicata nel 29 novembre.

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