Crisi abitativa in Spagna, due decreti cambiano affitti e sfratti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il governo spagnolo ha approvato due decreti per affrontare la crisi abitativa in Spagna, intervenendo su affitti, sfratti e protezione degli inquilini. Il pacchetto è arrivato dopo una difficile trattativa tra le forze che compongono o sostengono l'esecutivo guidato da Pedro Sánchez e mentre le proteste per il diritto alla casa si estendevano dalla capitale ad altre città. A imprimere un'accelerazione politica è stato lo sfratto di Maricarmen Abascal, pensionata di 87 anni diventata il simbolo di una mobilitazione nata a Madrid e rapidamente cresciuta attorno al problema del costo degli alloggi.
Rinnovo automatico degli affitti e indennizzo agli inquilini
La misura più incisiva contenuta nel secondo decreto riguarda la durata dei contratti di locazione. Il rinnovo automatico diventa la regola, mentre il proprietario che intende interrompere il rapporto alla scadenza deve manifestare espressamente la propria decisione. Se non ricorre una delle cause previste per evitare la compensazione, il locatore è tenuto a corrispondere all'inquilino un indennizzo calcolato sul sistema statale di riferimento dei prezzi degli affitti. La somma non può essere inferiore a una mensilità per ogni anno trascorso nell'abitazione e può arrivare all'equivalente di 12 mensilità.
Il nuovo meccanismo modifica la disciplina delle proroghe e punta a impedire che la semplice scadenza contrattuale venga utilizzata per liberare un immobile e riaffittarlo immediatamente a condizioni molto più onerose. Il primo provvedimento consente invece all'inquilino di chiedere un'estensione del contratto fino a due anni, alla quale il proprietario deve aderire salvo le eccezioni previste dalla normativa. I due testi sono stati separati durante la trattativa politica: quello dedicato alla proroga automatica interviene infatti su una disposizione contenuta nell'altro decreto.
Dagli sfratti ai fondi immobiliari, le altre misure sulla casa
Il primo decreto amplia l'intervento ben oltre i contratti di locazione. Tra le misure approvate figura la sospensione fino al 2030 degli sfratti che riguardano persone vulnerabili prive di una soluzione abitativa alternativa. Il provvedimento interviene anche sugli acquisti immobiliari a carattere speculativo, vietando fino al 2028 l'acquisto di abitazioni da parte dei cosiddetti fondi avvoltoio. Nel pacchetto entrano inoltre la regolamentazione degli affitti stagionali e delle singole stanze, modifiche fiscali che interessano Irpef e Iva e nuove disposizioni relative alla tassazione delle società di investimento immobiliare.
La pressione sul governo è aumentata dopo giorni di manifestazioni e tende montate a Puerta del Sol, la piazza madrilena già legata alla stagione degli Indignados del 2011. La protesta è partita dal caso della pensionata allontanata dall'appartamento nel quale viveva da oltre settant'anni: dopo il cambio di proprietà, per l'abitazione era stato richiesto un aumento del canone da circa 500 a 2.650 euro al mese. La donna è stata portata fuori dall'edificio su una barella e successivamente ricoverata in ospedale, mentre le immagini dello sfratto hanno alimentato la mobilitazione per il diritto alla casa.
Affitti quasi raddoppiati a Madrid e Barcellona
Alla base delle proteste c'è un aumento dei costi che negli ultimi anni ha modificato profondamente il mercato delle locazioni nelle maggiori città spagnole. Dal 2016 gli affitti sono cresciuti dell'82,7% a Madrid e del 94,9% a Barcellona, secondo un rapporto di Deutsche Bank. Anche i dati giudiziari mostrano la dimensione del problema: nel primo trimestre del 2026 sono stati eseguiti nel paese 2.600 sfratti per morosità, ai quali se ne sono aggiunti 917 collegati a procedimenti ipotecari.
La mobilitazione ha prodotto anche un effetto concreto sul caso che l'aveva innescata. Attraverso la mediazione dell'Empresa Municipal de Vivienda y Suelo del Comune della capitale è stato raggiunto un accordo con la società proprietaria dell'appartamento per consentire alla pensionata di rientrare nell'abitazione. L'intesa prevede un nuovo contratto della durata di otto anni con un canone simile a quello pagato in precedenza. A Burjassot, vicino a Valencia, un'altra protesta ha invece portato al rinvio di almeno dieci giorni dello sfratto di un professore universitario che vive nello stesso alloggio dal 2009.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
