Spagna, proteste per la casa nonostante il decreto: accampamenti a Madrid e Barcellona
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Redazione Esteri
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Le proteste per la crisi abitativa in Spagna non si fermano dopo l'approvazione delle nuove misure varate dal governo. A Madrid centinaia di persone continuano a restare accampate a Puerta del Sol, mentre a Barcellona decine di manifestanti hanno allestito tende in plaza Catalunya. La mobilitazione era esplosa dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, un'ottantasettenne disabile portata fuori di casa in barella dopo aver vissuto per settant'anni nello stesso appartamento nel quartiere Retiro.
Il caso di Maricarmen Abascal
La donna, il cui nome completo è María del Carmen Abascal, era stata sfrattata mercoledì 23 settembre dopo una battaglia legale durata otto anni. La proprietà, la società Urbagestión, aveva aumentato l'affitto da 500 euro a 2.650 euro mensili, una cifra insostenibile per una pensionata con invalidità riconosciuta al 50 per cento. L'azienda aveva acquistato l'immobile nel 2018 da Renta Corporación, che a sua volta aveva proposto alla donna di comprare l'appartamento per 247mila euro senza successo.
Le immagini dello sfratto, con l'anziana portata via in barella e poi ricoverata in ospedale per gli effetti dell'ansia, hanno acceso le piazze di tutta la Spagna.
L'accordo per il rientro
Nei giorni successivi è stato raggiunto un accordo preliminare tra la proprietà, la legale e i familiari della donna, con la mediazione dell'Empresa Municipal de Vivienda y Suelo del comune di Madrid. L'intesa prevede che Abascal possa tornare nel suo appartamento con un nuovo contratto di affitto a un canone non superiore al 30 per cento della sua pensione, una cifra vicina ai 500 euro mensili comprensivi di spese, per una durata di otto anni. La donna deve ancora dare il via libera definitivo all'accordo.
L'avvocata Beatriz Duro ha definito il risultato «il frutto della mobilitazione sociale».
Le misure approvate dal governo
Il consiglio dei ministri spagnolo ha approvato due decreti legge in materia di edilizia abitativa, che saranno sottoposti a votazione separata al Congresso. Il primo decreto prevede la sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili fino al 31 dicembre 2030, la proroga straordinaria di due anni per i contratti di locazione in scadenza prima della fine del 2028 e il divieto per i fondi speculativi di acquistare immobili residenziali fino al 2028.
Sono inoltre regolamentati gli affitti stagionali e le locazioni di singole stanze, con l'obbligo di dimostrare una reale causa di temporaneità. Il secondo decreto, dedicato al rinnovo automatico dei contratti di locazione, è stato pubblicato con un giorno di ritardo rispetto al primo. Il ministro dell'Edilizia Abitativa, Isabel Rodríguez, ha spiegato che l'obiettivo è «evitare che si ripetano casi come quello di Maricarmen e porre un freno alla speculazione».
Le richieste dei manifestanti
Nonostante le misure approvate, gli attivisti del Sindicato de Inquilinas hanno annunciato che l'accampamento di Puerta del Sol proseguirà, perché la protesta «va oltre» la vicenda di Abascal e punta a ottenere interventi strutturali contro il caro-affitti. I manifestanti chiedono contratti di locazione a tempo indeterminato, restrizioni severe agli aumenti dei canoni e agli affitti turistici, e un massiccio incremento degli investimenti in edilizia pubblica.
A Barcellona, dove in plaza Catalunya restano installate circa cinquanta tende con un centinaio di persone, le misure governative sono considerate insufficienti. Il mercato immobiliare delle due principali città spagnole resta sotto pressione: nel secondo trimestre del 2026 l'affitto medio a Madrid si è attestato su 25,5 euro al metro quadro al mese, mentre a Barcellona ha raggiunto i 27,6 euro.
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