A Barcellona un murale per Maricarmen, l'87enne sfrattata diventata simbolo delle proteste per la casa
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Redazione Esteri
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Un'aureola dorata, ali bianche spiegate e una chiave stretta tra le mani. Sul muro di un edificio all'incrocio tra calle Rec Comtal e Basses de Sant Pere, nel quartiere della Ribera a Barcellona, lo street artist italiano TVBoy ha raffigurato Maricarmen Abascal come un angelo. L'opera, realizzata il giorno dopo la morte della donna, porta una scritta semplice: «Maricarmen per sempre».
La chiave che l'87enne tiene in mano non è un dettaglio casuale.
Richiama quella dell'appartamento di Madrid in cui non è mai più tornata, ma evoca anche le rappresentazioni tradizionali di San Pietro con le chiavi del paradiso. TVBoy, nome d'arte di Salvatore Benintende, pittore palermitano trapiantato da decenni a Barcellona, ha pubblicato le immagini dell'opera sul proprio profilo Instagram, suscitando una reazione immediata.
La vicenda di Maricarmen Abascal
María del Carmen Abascal, conosciuta da tutti come Maricarmen, viveva da settant'anni in un appartamento nel quartiere del Retiro, a Madrid. La sua famiglia aveva iniziato ad affittarlo negli anni Cinquanta, quando le donne non potevano ancora firmare i contratti di locazione: a sottoscrivere l'accordo era stato il padre, nel 1956. Alla sua morte, la madre aveva subrogato il contratto, beneficiando delle tutele delle cosiddette "rendite antiche", quelle previste per gli affitti stipulati prima del decreto Boyer che aveva abolito i contratti a tempo indeterminato.
La situazione è precipitata quando anche la madre è venuta a mancare. Maricarmen, come seconda subrogata, non godeva più della stessa protezione giuridica. Nel 2018 l'immobile è stato acquistato dalla società Urbagestión, che le ha proposto un nuovo contratto da 1.650 euro al mese, più del triplo dei circa 500 euro che pagava fino a quel momento, una cifra insostenibile per chi percepisce una pensione di 1.400 euro. Al suo rifiuto è seguita la procedura di sfratto.
Lo sfratto e le proteste
Il 23 settembre 2026, polizia e assistenti sociali hanno fatto ingresso nell'abitazione. Maricarmen, che aveva perso gran parte della mobilità e si muoveva con un deambulatore, è stata portata fuori in barella. Le immagini di quella scena hanno fatto il giro del Paese, accendendo una mobilitazione che non si è più fermata. A Barcellona, circa 1.200 persone si sono radunate davanti alla Delegazione del Governo per protestare contro lo sfratto, mentre a Madrid il movimento ha preso la forma di un accampamento a Puerta del Sol.
Trasportata all'ospedale Gregorio Marañón, l'87enne è morta mercoledì 7 ottobre, dopo due settimane di ricovero, senza aver mai potuto rimettere piede nel suo appartamento. Le cause del decesso non sono state rese note ufficialmente. Secondo quanto riportato da alcuni media spagnoli, le sue condizioni si erano aggravate anche a causa dello stress e dell'ansia seguiti allo sfratto.
Il murale e le reazioni
Il murale di TVBoy è comparso su una parete del centro di Barcellona a poche ore dalla notizia della morte. Numerosi passanti si sono fermati a fotografarlo. Tra i commenti raccolti sul posto, alcuni hanno sottolineato come l'immagine abbia «toccato le anime e sentimenti profondi», mentre altri l'hanno definita un «punto di svolta per molte persone riguardo alla speculazione immobiliare».
La scelta di Barcellona come luogo dell'omaggio non è priva di significato: la città catalana è stata tra i principali teatri delle proteste contro il caro affitti e la crisi abitativa che attraversa la Spagna. Le tende in Plaça Catalunya, comparse la notte del 29 settembre per iniziativa spontanea di gruppi di quartiere, hanno rappresentato una delle risposte più visibili alla vicenda di Maricarmen.
Il quadro politico
La morte di Maricarmen è arrivata in un momento di forte tensione istituzionale. Il governo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sánchez aveva tentato di approvare un decreto per regolamentare il mercato degli affitti, noto informalmente come "decreto Maricarmen". Il provvedimento è stato bocciato in Parlamento per due volte, e la crisi politica che ne è seguita ha spinto il premier a indire elezioni generali anticipate per il 29 novembre.
I sindacati degli inquilini hanno annunciato uno sciopero generale nazionale sulla questione abitativa per l'11 novembre. La vicenda di Maricarmen Abascal, da storia personale di una pensionata costretta a lasciare la casa in cui aveva vissuto per settant'anni, si è trasformata in un caso politico che continua a produrre conseguenze concrete.
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