Madrid, la protesta per la casa non si ferma: tende a Puerta del Sol per il sesto giorno
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Redazione Esteri
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A Madrid la mobilitazione per la crisi abitativa non accenna a esaurirsi. Per il sesto giorno consecutivo, i manifestanti restano accampati a Puerta del Sol, la piazza simbolo della capitale spagnola, con le tende che continuano a occupare lo spazio davanti alla sede del governo regionale. La protesta è nata dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, un'anziana di 87 anni, allontanata dalla casa del quartiere Retiro dove viveva da settant'anni.
L'episodio, avvenuto la settimana scorsa, ha rapidamente trasformato un caso individuale in una rivendicazione collettiva sul diritto all'abitazione, allargando il dibattito agli affitti insostenibili e alla penuria di alloggi a prezzi accessibili.
Le misure del governo e il nodo parlamentare
Il governo spagnolo, guidato dal socialista Pedro Sánchez, ha risposto con due decreti-legge approvati dal Consiglio dei ministri. Il primo provvedimento prevede la sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili fino al 2030, una proroga di due anni per i contratti di locazione in scadenza prima della fine del 2028 e il divieto per i fondi speculativi di acquistare immobili residenziali fino al 2028.
Il secondo decreto introduce il rinnovo automatico dei contratti di affitto, una misura fortemente voluta dal partito Sumar e dal Sindacato degli Inquilini, che chiede contratti a tempo indeterminato per garantire stabilità abitativa. La ministra dell'Edilizia Abitativa, Isabel Rodríguez, ha spiegato che l'obiettivo è «evitare che si ripetano casi come quello di Maricarmen».
L'entrata in vigore delle misure dipende però dal voto del Parlamento, previsto per venerdì in una sessione straordinaria. Il governo non ha una maggioranza solida e il sostegno dei partiti autonomisti, in particolare Junts per Catalunya, resta incerto. La formazione catalana ha già espresso forti perplessità sul secondo decreto, quello sul rinnovo automatico, mentre il Partito Popolare e Vox hanno annunciato voto contrario su entrambi i testi.
Il caso di Maricarmen e l'accordo per il rientro
La vicenda di Maricarmen Abascal ha avuto una svolta nelle ultime ore. La società proprietaria dell'immobile, Urbagestión, ha raggiunto un accordo con i legali della donna per consentirle di tornare nell'appartamento. Il nuovo contratto prevede un affitto di circa 500 euro al mese, una cifra simile a quella che pagava prima che il canone venisse portato a 1.650 euro, e una durata di otto anni. L'anziana, che era stata portata in ospedale dopo lo sfratto, firmerà l'intesa appena le sue condizioni di salute lo permetteranno.
Nonostante l'accordo sul caso simbolo, i manifestanti hanno deciso di proseguire l'occupazione della piazza. Il Sindacato degli Inquilini di Madrid, promotore del presidio, giudica le misure governative insufficienti e chiede interventi più strutturali, come un blocco permanente degli sfratti per le persone vulnerabili e un controllo dei prezzi degli affitti.
La protesta si è estesa ad altre città spagnole: a Barcellona, in plaza Catalunya, sono state installate una settantina di tende, con il Sindicat de Llogateres che ha invitato la cittadinanza a unirsi alla mobilitazione.
La dimensione della crisi abitativa
I numeri della crisi abitativa spagnola aiutano a comprendere la portata della protesta. Secondo la Banca di Spagna, nel Paese mancano circa 750.000 abitazioni e il deficit potrebbe superare il milione entro il 2028. La costruzione di nuovi alloggi procede a un ritmo di appena 120.000 unità all'anno, un sesto rispetto ai livelli precedenti alla crisi finanziaria del 2008. Gli affitti sono mediamente raddoppiati nell'ultimo decennio, mentre i salari sono rimasti pressoché fermi.
Sul piano politico, il tema della casa sta diventando uno dei principali terreni di scontro. La presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, del Partito Popolare, ha definito le misure del governo una minaccia di «esproprio» per i proprietari e ha chiesto lo sgombero dell'accampamento di Puerta del Sol. Il governo centrale ha rifiutato di intervenire con la forza, sostenendo che la protesta è pacifica.
In Parlamento, il PSOE si è astenuto in passato su proposte di legge che miravano a vietare l'acquisto di abitazioni da parte dei fondi di investimento, alimentando le critiche dei partner di coalizione.
L'incontro tra Lou Ferrigno e Papa Leone XIV
Mentre a Madrid proseguono le proteste, in Vaticano si è consumato un episodio di segno diverso. Lou Ferrigno, l'attore statunitense celebre per aver interpretato l'Incredibile Hulk nella serie televisiva trasmessa tra il 1977 e il 1982, ha incontrato Papa Leone XIV al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro. Ferrigno, accompagnato dalla moglie, ha scambiato alcune parole con il Pontefice e ha poi celebrato l'incontro sui social: «Ho coronato un sogno d'infanzia».
L'attore, cresciuto in una famiglia cattolica di origine italiana, aveva raccontato in passato di aver servito come chierichetto e di aver sempre desiderato incontrare il papa.
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