Madrid, quarto giorno di acampada a Puerta del Sol: il Governo non sgombera, Ayuso e Almeida attaccano
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Redazione Esteri
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A Madrid la protesta per il diritto alla casa è entrata nel suo quarto giorno consecutivo. Centinaia di persone continuano a dormire in tenda a Puerta del Sol, la piazza simbolo degli Indignados del 2011, per denunciare il costo degli affitti, gli sfratti e le difficoltà di accesso a un alloggio. La mobilitazione era iniziata dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, una donna di 87 anni disabile al 50%, portata via su una barella dall’appartamento in cui viveva da oltre settant’anni, dopo che il nuovo proprietario aveva chiesto di aumentare l’affitto da 500 a 2.650 euro al mese.
La misura del Governo e la proroga dei contratti
L’esecutivo spagnolo ha risposto annunciando la sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili fino al 2030, insieme alla proroga di due anni dei contratti di affitto. Si tratta di un intervento che si inserisce in un quadro normativo già segnato da misure straordinarie, come la limitazione dell’aggiornamento annuale dei canoni per i grandi proprietari, e da un piano statale che riconosce la vivienda come quinto pilastro del welfare. I dati del Consiglio Generale del Potere Giudiziario mostrano del resto come gli sfratti siano calati di oltre il 60% in un decennio, passando dai 67.000 del 2015 ai poco più di 24.500 del 2025, ma con una trasformazione profonda: tre su quattro riguardano ormai contratti d’affitto e non più mutui.
La disputa politica sullo sgombero
Sul terreno politico, la frattura è netta. La presidenta della Comunidad de Madrid, Isabel Díaz Ayuso, e il sindaco José Luis Martínez-Almeida hanno chiesto a gran voce lo sgombero della piazza, definendo l’acampada illegale e accusando il delegato del Governo, Francisco Martín, di «dejación de funciones» per non aver impedito l’insediamento delle tende. Almeida ha sostenuto che la Policía Municipal aveva chiesto l’intervento della Nacional, ma che questa, seguendo istruzioni, si sarebbe limitata a una presenza simbolica.
Dal canto suo, Martín ha respinto le critiche parlando di una concentrazione «reivindicativa e assolutamente pacifica», sottolineando che il compito delle forze di sicurezza è «velar por la seguridad ciudadana» e non disperdere i manifestanti. «Es el momento de la sensatez», ha dichiarato, bollando come «obsceno» che proprio il sindaco parli di inerzia su un tema, quello abitativo, su cui la città non avrebbe fatto nulla.
Le ragioni di una crisi strutturale
La protesta affonda le radici in numeri che raccontano una crisi ormai strutturale. Negli ultimi dieci anni il canone medio richiesto è quasi raddoppiato, passando da 7,6 a 15,1 euro al metro quadrato, e per una famiglia tipo l’affitto assorbe ormai circa il 38% del reddito netto, ben oltre la soglia del 30% considerata sostenibile. Il risultato è una generazione bloccata: il 44,3% degli spagnoli tra i 26 e i 34 anni vive ancora con i genitori e, tra questi, quasi la metà indica nell’impossibilità di permettersi un alloggio il motivo principale.
L’età media di emancipazione ha superato i 30 anni, mentre quella dei compratori di casa sfiora ormai i 47.
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