Madrid, accampamento a Puerta del Sol contro la crisi abitativa: il caso Maricarmen infiamma la politica spagnola
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Redazione Esteri
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Alcune centinaia di persone hanno trascorso la notte accampate in tende nella centrale Puerta del Sol di Madrid, al termine della manifestazione convocata per protestare contro lo sfratto di Maricarmen Abascal, l'87enne invalida sgomberata dalla sua abitazione nel quartiere del Retiro dopo 71 anni, e per esigere l'approvazione nel prossimo Consiglio dei ministri di un decreto di misure contro la crisi abitativa. La protesta, che secondo la Delegazione del Governo ha visto la partecipazione di circa 25.000 persone, è proseguita con l'installazione di un accampamento spontaneo nella piazza simbolo delle mobilitazioni spagnole, con decine di tende e un presidio permanente che ha raccolto cibo, bevande e coperte per resistere durante la notte. I manifestanti hanno scandito slogan come «Nessuna Maricarmen in più» e «Se ci cacciano dalle nostre case, occuperemo le strade», chiedendo l'approvazione di un pacchetto di misure che includa la sospensione degli sfratti senza alloggio alternativo e il blocco dei prezzi degli affitti.
La vicenda giudiziaria di Maricarmen Abascal
La storia di María del Carmen Abascal, per tutti Maricarmen, affonda le radici nel 1956, quando suo padre firmò il contratto di affitto dell'appartamento in calle Alcalde Sáinz de Baranda, nel quartiere madrileno del Retiro. Dopo la morte dei genitori, la donna era rimasta come titolare del contratto di renta antigua, continuando a pagare un canone di circa 500 euro al mese. La situazione è precipitata nel 2018, quando l'edificio è stato venduto alla società immobiliare Urbagestión Desarrollo e Inversión, che ha sostenuto la cessazione del vecchio contratto e ha proposto un nuovo canone di 1.650 euro mensili, una cifra insostenibile per una pensionata che percepisce circa 1.350 euro al mese e ha una disabilità riconosciuta del 50 per cento. Dopo una lunga battaglia legale, conclusasi con la decisione del Tribunale Supremo a favore della proprietà, lo sfratto è stato eseguito al quarto tentativo, nonostante la richiesta del Comitato ONU per i diritti economici, sociali e culturali di sospendere la procedura o garantire un alloggio alternativo adeguato.
Il quadro politico e le tensioni nel governo
La vicenda ha riacceso le tensioni politiche in Spagna, dove il governo di Pedro Sánchez aveva definito questa legislatura «la legislatura della casa». Il nuovo decreto legge sulla casa, atteso per il Consiglio dei ministri di martedì 29 settembre, è bloccato da settimane per le divergenze tra i partner di governo e gli alleati parlamentari.
Il testo proposto dall'esecutivo, frutto dell'accordo tra PSOE e Sumar, prevede la proroga automatica dei contratti di affitto fino al 2028, la regolazione degli affitti stagionali e delle stanze, l'aumento al 21 per cento dell'IVA sugli appartamenti turistici e misure per incrementare l'offerta di alloggi a prezzi accessibili.
Tuttavia, le distanze restano notevoli: Junts contesta i limiti ai prezzi e chiede incentivi fiscali per i piccoli proprietari, Sumar preme per maggiori tutele per gli inquilini e la regolazione degli affitti turistici, mentre Podemos rifiuta i benefici fiscali ai proprietari e chiede di eliminare la riforma della legge sul suolo.
Il caso di Maricarmen ha aggiunto un ulteriore elemento di frizione, con il governo e Sumar che invocano un rafforzamento della protezione contro gli sfratti e il Partito Popolare che sostiene come il precedente decreto anti-sfratto non avrebbe comunque impedito lo sgombero per le caratteristiche del contratto.
Le mobilitazioni e il confronto politico
La protesta di Madrid si inserisce in un ciclo di mobilitazioni che da mesi attraversa la Spagna. Lo scorso maggio, una manifestazione aveva portato in piazza oltre 100.000 persone secondo gli organizzatori, con una piattaforma che chiedeva contratti di affitto indefiniti, la riduzione dei canoni e l'esproprio dei grandi proprietari. Il Sindicato de Inquilinas ha promosso presidi in numerose città, trasformando la questione abitativa in un terreno di scontro politico di primo piano.
Nel corso della manifestazione, la portavoce del sindacato Alicia del Río ha denunciato quella che ha definito «la dittatura del rentismo», affermando che «l'occupazione delle case e delle strade è l'unica risposta possibile».
Il dibattito ha coinvolto anche le istituzioni: la ministra della Casa Isabel Rodríguez ha definito la giornata dello sfratto «molto drammatica» e ha accusato il PP e Vox di aver respinto le misure anti-sfratto, mentre il sindaco di Madrid José Luis Martínez-Almeida ha respinto le critiche, sostenendo che il comune ha offerto una soluzione abitativa di emergenza alla donna.
La vicenda di Maricarmen si intreccia con un altro caso che ha scosso l'opinione pubblica: il suicidio di Olga Matute, 54 anni, avvenuto il 7 settembre a L'Hospitalet de Llobregat, nei pressi di Barcellona, cinque mesi dopo essere stata sfrattata dall'appartamento in cui viveva da vent'anni.
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