Il Giro d’Italia 2026 perde un pezzo da novanta (forse due) tra i dubbi di Carapaz e il forfait di Almeida

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mancano ormai poco più di dieci giorni alla partenza da Nesebar, in Bulgaria, e il meteo della vigilia sulla Corsa Rosa si sta faccio sorprendentemente tempestoso non per le condizioni atmosferiche – sempre insidiose in questo periodo – quanto piuttosto per una serie di defezioni eccellenti che rischiano di decimare il lotto dei pretendenti alla vittoria finale. Se la notizia del ritiro di Joao Almeida, ufficializzata dal diretto interessato attraverso un post sui propri canali social, rappresenta già un colpo durissimo per la UAE Emirates XRG, a gettare ulteriori ombre sul Chilometro zero è l’indiscrezione riportata dal giornalista belga Bram Vandecapelle, secondo cui anche Richard Carapaz sarebbe in forte dubbio per la partenza del prossimo 8 maggio.

L'addio di Almeida tra malattia e riposo forzato

La conferma, se così si può chiamare trattandosi di un’assenza, arriva dunque dal portoghese, il quale ha spiegato con parole chiare i motivi di questa rinuncia: «Purtroppo non potrò partecipare al Giro d’Italia il mese prossimo come previsto» ha scritto Almeida, gettando alle ortiche quelle che erano le programmazioni di inizio anno. A fermare il corridore – designato come capitano della formazione emiratina in assenza di Tadej Pogacar, intento a preparare altri appuntamenti – è una sindrome virale contratta già ad inizio stagione, la quale ha minato irreversibilmente la costruzione della forma fisica. «La malattia degli ultimi mesi ha influenzato troppo la mia preparazione e mi ha impedito di essere pronto in tempo» ha aggiunto il diretto interessato, sottolineando, quasi con retorica, quanto ami quella corsa che ora è costretto a guardare in televisione. La UAE, dopo aver perso il suo uomo di riferimento per la generale, dovrà dunque rivedere i propri piani, affidandosi probabilmente ad atleti come Adam Yates o Jan Christen, sebbene nessuno dei due possa vantare la stessa affidabilità nelle tre settimane.

L’incognita Carapaz dopo l’intervento chirurgico

Se la situazione di Almeida è ormai cristallizzata, quella relativa a Carapaz appare invece avvolta in una fitta nebbia. Il vincitore del Giro 2019 e terzo classificato nella scorsa edizione si era sottoposto, all’inizio di aprile, a un delicato intervento chirurgico nella zona perineale, un’operazione che all’epoca lasciava comunque intravedere un recupero in tempo utile per la partenza bulgara. L’ottimismo mostrato dall’ecuadoriano subito dopo l’operazione, quando aveva rassicurato i tifosi sulla riuscita della procedura, sembra però essersi infranto contro la dura realtà dei tempi biologici di recupero. Secondo Vandecapelle, che cita fonti vicine alla EF Education-EasyPost, il problema non sarebbe tanto l’intervento in sé – riuscito – quanto l’impossibilità per l’atleta di ritrovare quella giusta condizione atletica necessaria per affrontare le dure tappe del Blockhaus e del Giau al cospetto di rivali come Jonas Vingegaard. Per Carapaz, che ha sempre dimostrato un’affinità elettiva con la Corsa Rosa, saltare l’appuntamento rappresenterebbe un colpo durissimo sotto il profilo psicologico oltre che agonistico.

Verso una generale senza grandi duelli?

Osservando il panorama dei partenti, non si può fare a meno di notare come il percorso tracciato per la 109ª edizione – che prevede arrivi in alta quota e una cronometro di 40 km a Massa – rischi di trasformarsi in una passerella solitaria per il fuoriclasse danese. La mancanza di rivali pronti a battagliare ad armi pari, con Almeida fuori e Carapaz quasi certamente a casa, dirada le nubi all’orizzonte della Visma-Lease a Bike. L’assenza, inoltre, di altri big dichiarati al via (come lo sloveno Pogacar, assente giustificato) trasforma il Giro 2026 in una sorta di grande allenamento in vista del Tour de France per il vincitore della edizione precedente. Senza la necessità di dover gestire le folate del portoghese o lo scatto dell’ecuadoriano, la tattica della squadra di Vingegaard sarà probabilmente improntata a un controllo ferreo e spietato.

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