Almeida doma l’Angliru e mette pressione a Vingegaard, che conserva la maglia rossa
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Redazione Sport
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Sull’Angliru, salita la cui leggendaria durezza è scolpita nella storia del ciclismo, Joao Almeida ha firmato una delle imprese più significative della sua carriera, vincendo la tredicesima tappa della Vuelta a Espagna dopo un duello serrato con il leader della classifica generale, Jonas Vingegaard. Il corridore portoghese della UAE Team Emirates, il cui team ha già collezionato sei successi in questa edizione, ha imposto un ritmo forsennato sin dalle prime, severe rampe del monte asturiano, un accelerazione progressiva e inesorabile che ha fatto desistere tutti i rivali, eccetto proprio il danese della Visma|Lease a Bike.
Vingegaard, che ha conservato la maglia rossa di leader, è rimasto costantemente sulla ruota dell’attaccante, senza però mai riuscire a lanciare un contrattacco significativo, limitandosi a una difesa apparentemente immobile. Una strategia che, seppur gli abbia permesso di contenere i danni, lo ha visto poi soccombere nella volata finale, perdendo qualche secondo ma mantenendo un margine di circa cinquanta sul diretto avversario. La frazione, lunga 202,7 chilometri con partenza da Cabezón de la Sal, è stata momentaneamente interrotta da un gruppo di manifestanti pro Palestina, i quali hanno bloccato il gruppo per un breve lasso di tempo all’inizio della salita finale, senza peraltro alterare l’esito della competizione.
Dopo il traguardo, Almeida ha ammesso di essere stato “al limite” nell’ultimo chilometro, aggiungendo di essersi aspettato un attacco di Vingegaard che non è mai arrivato, segno forse di una sofferenza condivisa sul versante più duro della corsa. La sua vittoria, la sesta personale in terra spagnola, non è dunque una semplice affermazione di tappa ma un messaggio chiaro indirizzato alla maglia rossa: la corsa è tutt’altro che decisa e il distacco, seppur consistente, è tutto fuorché incolmabile.




