Pellizzari conquista la Vuelta sull'El Morredero, Vingegaard conserva la maglia rossa
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Redazione Sport
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Giulio Pellizzari, il giovane talento delle Marche che corre per la Red Bull BORA - hansgrohe, ha firmato un'impresa di straordinaria bellezza alla Vuelta a España, vincendo la diciassettesima tappa e regalando al ciclismo italiano una giornata di autentica celebrazione. Il traguardo dell’Alto de El Morredero, un’ascesa di 9,7 chilometri con pendenze che toccano il 16%, è stato il teatro di un’azione solitaria e potentissima, nella quale il corridore azzurro ha dimostrato un coraggio e una maturità inaspettati per un esordiente nei Grandi Giri.
L’attacco decisivo è scattato nella parte più ardua della salita, quando Pellizzari, approfittando del lavoro della sua squadra e di un momentaneo controllo da parte dei big della classifica, ha impresso un cambio di ritmo devastante. Ha fatto il vuoto alle sue spalle, staccando avversari del calibro di Jonas Vingegaard, il leader della corsa, e João Almeida, per poi resistere fino al traguardo e tagliare il nastro da trionfatore solitario. Questa vittoria, la prima in carriera da professionista, assume un valore simbolico enorme, poiché giunge non a caso in una delle frazioni più selettive dell’intera corsa spagnola.
La sua progressione, del resto, era nell’aria da quando, al recente Giro d’Italia, aveva già stupito per le sue doti di scalatore puro e per quella spregiudicatezza in salita che lo ha reso immediatamente simpatico al pubblico. Ricordiamo tutti le immagini del giovane emozionato che, dopo un duello con Tadej Pogacar, quasi incredulo chiedeva al campione sloveno un paio di occhiali da sole; oggi, quel ragazzino è un corridore completo che sa gestire la forza e l’emozione per vincere una tappa da professionista.




