Pellizzari stacca tutti e conquista il tour of the Alps
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Redazione Sport
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Sono bastati centoventotto chilometri, da Trento a Bolzano, per trasformare la promessa di un ragazzo di ventidue anni in una certezza del ciclismo italiano. Giulio Pellizzari, il marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe, non si è limitato a vincere l’ultima tappa del Tour of the Alps – quella con arrivo sul traguardo di corso Italia – ma ha letteralmente dominato la scena, staccando di trenta secondi un fuoriclasse come Egan Bernal e lasciandosi alle spalle anche il campione uscente Michael Storer. È la seconda vittoria di tappa in cinque giorni per il corridore camerte, che con questa prestazione in solitaria ha fatto suo l’intero tour organizzato da Sport Alto Garda.
Assolo a San Genesio, poi il trionfo in classifica
La frazione decisiva, quella di 128,6 chilometri, ha visto Pellizzari scattare sulle rampe che portano a San Genesio, un’ascesa selettiva dove l’andatura imposta dal giovane italiano ha spezzato il gruppetto dei migliori. Da quel momento in poi, la sua fuga è diventata un monologo: nessuna reazione organizzata da parte del duo della INEOS Grenadiers, composto dal colombiano Bernal e dall’olandese Thymen Arensman, entrambi destinati a completare il podio finale alle spalle del padrone di casa. Il distacco sul traguardo di Bolzano, con Pellizzaro che taglia il traguardo da solo sotto lo striscione di corso Italia, ha consegnato alla storia una vittoria che mancava da tredici anni – precisamente dai tempi del Giro del Trentino vinto da Vincenzo Nibali – quando un italiano riesce a salire sul gradino più alto di questa corsa alpina.
Un successo costruito alla vigilia, senza sorprese
Già nelle settimane precedenti al via del 49° Tour of the Alps, tenutosi a Innsbruck, Pellizzari aveva confidato a chi lo seguiva che questa competizione rappresentasse per lui un banco di prova speciale: “È la corsa che mi ha fatto capire di poter essere un corridore ad alti livelli”. Parole che oggi assumono il peso di una profezia autoavverata, visto che il corridore della Red Bull–BORA–Hansgrohe ha preso per sé la maglia verde Melinda, simbolo del primato generale, senza lasciare spazio a ripensamenti. Bernal, secondo nella classifica complessiva così come nell’ultima tappa, e Arensman, terzo assoluto, hanno dovuto inchinarsi di fronte a una superiorità che non ammetteva tatticismi: Pellizzari ha voluto prendersi tutto, e così è stato.
L’Italia del ciclismo ritrova un riferimento sulle strade di casa
La Federciclismo può dunque festeggiare un risultato che riaccende i riflettori sui giovani talenti nazionali, senza bisogno di paragoni nostalgici con il passato. Il marchigiano ha dimostrato, selciato dopo selciato, di saper gestire la pressione di una corsa a tappe breve ma insidiosa come il Tour of the Alps, dove ogni chilometro conta e gli errori si pagano subito. La sua cavalcata solitaria a Bolzano rappresenta l’atto conclusivo di una settimana perfetta: due tappe vinte, il controllo sulle fughe pericolose e la capacità di rispondere colpo su colpo agli attacchi dei big stranieri. Per uno che voleva solo capire se fosse all’altezza, adesso la risposta è scritta nella cronaca e nel primo posto della generale, senza che alcun giudizio esterno possa offuscare la realtà di un’impresa netta, costruita sulla forza delle gambe e sulla chiarezza di idee.




