Giro, Vingegaard si prende tappa e maglia rosa a Pila; Pellizzari ora sesto
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Redazione Sport
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La quattordicesima tappa del Giro d’Italia, quella con arrivo a Pila dopo 133 chilometri e 4.350 metri di dislivello, ha riscritto le gerarchie della classifica generale. Jonas Vingegaard, come del resto i pronostici alla vigilia lasciavano intendere, ha vinto la frazione e si è portato sulle spalle la maglia rosa. Il danese, ormai habitué di questi exploit, ha imposto il suo ritmo nella volata finale che ha chiuso una giornata massacrante: alle sue spalle, l’ex detentore della maglia rosa Afonso Eulalio accusa ora un ritardo di 2 minuti e 26 secondi, mentre l’austriaco Felix Gall scivola a 2’50”. Nulla da fare per gli inseguitori.
La regia perfetta della Visma e il controllo sulla fuga
La tappa Aosta-Pila è stata, in buona sostanza, la messa in scena di un copione che la Visma aveva già scritto nei giorni precedenti e che ha eseguito senza sbavature. Regia affidata a Victor Campenaerts – il belga già recordman dell’ora – il quale ha fatto muovere la sua squadra con una precisione millimetrica. La fuga, peraltro numericamente cospicua, ha provato a ribaltare le sorti della tappa; la Visma, insieme alla Bahrain, l’ha però tenuta costantemente sotto controllo. Così Vingegaard, dopo il successo a Blockhaus e al Corno alle Scale, ha firmato il tris stagionale. Non è ancora matematicamente vincitore del Giro – mancano sette tappe fino a Roma – ma la sua posizione di favorito appare oggi ancor più solida di prima.
L’ascesa di Pellizzari e la caccia al podio
Alle spalle del nuovo leader, la classifica generale offre un nome nuovo su cui vale la pena soffermarsi. Giulio Pellizzari scala infatti al sesto posto, con un distacco di 4’22” dal danese. Un balzo in avanti che lo colloca in una posizione più che dignitosa, considerando il livello degli avversari. Dietro Vingegaard, insomma, si è aperta una vera e propria caccia a un posto sul podio: nel borsino di chi può farcela – oltre a Gall e a Eulalio – c’è adesso anche lui. Nella stessa volata finale che ha incoronato il danese, hanno ben figurato Hindley e Piganzoli, rispettivamente terzo e quarto di giornata, ma senza riuscire a scalfire il predominio del danese.
Un Giro che ha trovato il suo equilibrio (almeno per ora)
Dopo quattordici tappe, questa edizione della corsa rosa sembra aver davvero trovato il suo centro di gravità permanente. Manca ancora una settimana di corsa, e l’imprevedibilità è per definizione una delle marche di fabbrica del Giro. Eppure Vingegaard, debuttante alla corsa, ha già messo in fila tre tappe e la maglia più ambita. La fuga di oggi non ha retto, il ritmo della Visma ha spezzato le gambe a molti, e il circo del Giro ora riparte – e dorme – lontano dalla Valle d’Aosta. Per Eulalio, Gall e gli altri, il compito è chiaro: provare a limitare i danni. Per Vingegaard, invece, gestire un vantaggio costruito con le salite e con una squadra che ha funzionato come un orologio svizzero.




