Spagna, la crisi abitativa porta centinaia di migliaia in piazza per la casa

Spagna, la crisi abitativa porta centinaia di migliaia in piazza per la casa
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La crisi abitativa in Spagna ha portato decine di migliaia di persone nelle strade di Madrid e di altre città del Paese per chiedere interventi contro gli sfratti, gli affitti elevati e la speculazione immobiliare. La mobilitazione, organizzata dal Sindicato de Inquilinas, ha trasformato le chiavi delle abitazioni nel simbolo della protesta, con manifestanti che le hanno sollevate durante i cortei per rivendicare il diritto alla casa.

Le manifestazioni dopo la bocciatura dei decreti sulla casa

La protesta è arrivata dopo il voto del Congresso dei deputati che ha respinto la conversione in legge di due decreti varati dal governo guidato da Pedro Sánchez in materia abitativa. Il mancato via libera alle misure ha alimentato la mobilitazione degli inquilini, che hanno accusato la politica e i grandi fondi immobiliari internazionali di non offrire risposte sufficienti alla difficoltà di trovare un’abitazione accessibile.

A Madrid le stime sulla partecipazione hanno registrato una forte differenza tra organizzatori e autorità: il Sindicato de Inquilinas ha parlato di circa mezzo milione di partecipanti, mentre la delegazione del governo ha indicato una presenza intorno alle 70mila persone. Il corteo nella capitale ha riunito quattro gruppi partiti da zone diverse della città, confluiti poi verso Plaza de Cibeles.

La mobilitazione non si è limitata alla capitale. Le iniziative sono state organizzate in oltre 50 città spagnole, da Bilbao a Malaga, passando per Alicante, Palma di Maiorca e le Canarie. Lo slogan scelto dai promotori, “Verso lo sciopero generale”, ha accompagnato le richieste di riduzione degli affitti, di maggiore tutela per chi rischia di perdere la propria abitazione e di limiti all’attività dei fondi considerati speculativi.

Le chiavi come simbolo della protesta degli inquilini

Il gesto delle chiavi agitate in piazza è diventato l’immagine più riconoscibile delle manifestazioni. I partecipanti hanno utilizzato questo simbolo per rappresentare il rapporto tra cittadini e abitazioni, contestando una situazione nella quale molti inquilini denunciano difficoltà nel sostenere i costi degli affitti e il rischio di sfratti.

La mobilitazione ha raccolto anche la critica verso i fondi immobiliari internazionali, indicati dai manifestanti come uno degli elementi che contribuiscono alle tensioni sul mercato della casa. Accanto alle richieste rivolte alle istituzioni, il movimento degli inquilini ha chiesto un cambiamento nelle politiche abitative e ha rilanciato l’ipotesi di uno sciopero generale legato alla questione della casa.

La pressione politica dopo la protesta nazionale

La questione abitativa è diventata uno dei temi centrali del confronto politico spagnolo dopo il fallimento parlamentare dei provvedimenti del governo. La bocciatura dei decreti ha aumentato la pressione sull’esecutivo e ha dato ulteriore spazio alle organizzazioni degli inquilini, che hanno annunciato nuove iniziative insieme ad altri soggetti sociali.

Durante le manifestazioni si sono registrati momenti di tensione a Valencia, dove gli scontri tra alcuni partecipanti e le forze dell’ordine hanno portato all’intervento della polizia con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. A Madrid, invece, il corteo si è svolto prevalentemente in modo pacifico, con la presenza di migliaia di persone unite dalla richiesta di nuove misure sul mercato degli affitti.

L’ex leader di Podemos ed ex vicepresidente del governo Pablo Iglesias ha definito la mobilitazione un evento politico significativo, sostenendo che il movimento nato dalle proteste contro gli sfratti abbia assunto una dimensione nazionale attraverso l’occupazione degli spazi pubblici e le richieste avanzate dagli inquilini.

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