Overtourism e crisi abitativa, dalla Spagna all'Italia il nodo degli affitti brevi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La crisi abitativa che ha travolto la Spagna nelle ultime settimane ha un volto e un nome: Maricarmen Abascal, un'anziana di 87 anni sfrattata il 23 settembre dall'appartamento in cui viveva da oltre settant'anni, dopo che una società di investimento aveva acquistato l'immobile e triplicato l'affitto. La donna è deceduta in ospedale pochi giorni dopo, senza aver potuto rientrare nella sua casa nonostante l'accordo raggiunto con i nuovi proprietari.
La sua storia ha innescato una protesta di massa che ha portato decine di migliaia di persone in piazza a Madrid e in altre città spagnole, con un accampamento allestito a Puerta del Sol che per giorni ha occupato il centro della capitale.
Il crollo del governo Sánchez
La vicenda ha avuto conseguenze politiche dirompenti. Il governo di Pedro Sánchez ha tentato di rispondere all'emergenza con un pacchetto di misure che prevedeva il divieto di sfratti fino al 2030, la proroga automatica dei contratti di locazione e regole più stringenti sugli affitti brevi. Il Parlamento ha bocciato i decreti il 2 ottobre, con il voto contrario anche dei catalani di Junts, partner indispensabile della maggioranza.
Sánchez ha annunciato le dimissioni e ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre, a nove mesi dalla scadenza naturale della legislatura.
I numeri della crisi spagnola
I dati raccontano un decennio di divergenza tra redditi e prezzi degli immobili. Il reddito medio pro capite in Spagna è cresciuto del 50% e i salari di circa il 30%, mentre il prezzo delle abitazioni è aumentato dell'80% e quello degli affitti dell'87%. Uno stipendio lordo mensile medio di circa 2.460 euro si scontra con un canone medio di 1.170 euro per un appartamento di 50 metri quadrati a Madrid, quasi la metà della retribuzione lorda. Secondo la Banca Centrale spagnola mancano circa 750.000 abitazioni, un deficit che potrebbe raggiungere il milione entro il 2028.
Il legame con gli affitti turistici
Il rapporto tra piattaforme di affitti brevi e pressione immobiliare resta oggetto di analisi controverse. A Lisbona, negli ultimi tre anni, il numero di appartamenti destinati al mercato degli affitti brevi si è contratto del 40% grazie a criteri più rigorosi nell'assegnazione delle licenze e al rafforzamento dei controlli. Il calo non è stato accompagnato da una riduzione del prezzo medio delle case nella capitale portoghese, dove i valori immobiliari sono cresciuti del 16,5% su base annua e la Commissione europea ha indicato Lisbona tra le città con maggiore pressione abitativa.
La situazione italiana
In Italia il 18,1% delle famiglie, pari a circa 4,8 milioni di nuclei, vive in affitto, mentre circa il 17,6% paga un mutuo per la propria abitazione. È quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Istat sulle spese per i consumi delle famiglie nel 2025, che registra un aumento del canone di affitto medio e una diminuzione della rata del finanziamento. Il fenomeno degli affitti brevi interessa in modo particolare i centri storici di pregio. A Firenze gli alloggi proposti su Airbnb sono 10.645 e rappresentano il 30% delle presenze turistiche in città, con ricavi stimati in 524 milioni di euro all'anno.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
