Proteste per la casa in Spagna, scontri a Valencia: cinque arresti e nove agenti feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Spagna è scesa in piazza per il diritto all'abitazione, all'indomani della bocciatura parlamentare dei due decreti legge sull'emergenza abitativa promossi dal governo di Pedro Sánchez. Migliaia di persone hanno manifestato in una cinquantina di città, con epicentro a Madrid, dove quattro cortei sono confluiti a Plaza de Cibeles. Le stime sulla partecipazione divergono in modo netto: la prefettura parla di almeno 70.000 presenti nella capitale, mentre il Sindicato de Inquilinas, l'organizzazione che ha convocato le proteste, rivendica circa mezzo milione di persone.

La notte della bocciatura alle Cortes

Il Congresso dei Deputati ha respinto entrambi i testi nella giornata di venerdì, con votazioni separate che hanno visto prevalere i contrari. Sul primo decreto, il più ampio, i voti contrari sono stati 178 a fronte di 172 favorevoli; sul secondo, il margine si è allargato a 184 no contro 166 sì. A determinare l'esito sono stati i voti di Partito Popolare, Vox, Junts per Catalunya e Unión del Pueblo Navarro, ai quali sul secondo provvedimento si sono aggiunti Partito Nazionalista Basco e Coalizione Canaria.

Il primo dei due testi prevedeva, tra l'altro, la proroga fino al 2030 della sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili prive di alternative abitative, nuove regole per gli affitti temporanei e per le singole stanze, incentivi fiscali per i proprietari che riducono i canoni e un meccanismo di finanziamento a tasso zero per l'acquisto della prima casa. Il secondo introduceva il rinnovo automatico dei contratti di locazione oltre i cinque anni, o sette nel caso in cui il proprietario fosse una persona giuridica.

Tensione e cariche al Palau de les Arts

Mentre a Madrid la manifestazione si è svolta senza incidenti, a Valencia il corteo è degenerato al termine del percorso. Circa seimila persone, secondo la Delegazione del Governo, hanno marciato fino al Palau de les Arts Reina Sofía, sede del Real Estate Summit 2026, un forum dedicato agli investimenti immobiliari. La scelta del punto di arrivo era esplicita: contestare il modello di business rappresentato dal settore riunito nel congresso. Un gruppo di manifestanti ha abbattuto le recinzioni perimetrali e superato il cordone di sicurezza, raggiungendo l'area esterna dell'edificio.

La polizia antisommossa ha risposto con cariche, lacrimogeni e proiettili di gomma. Il bilancio è di cinque persone arrestate e nove agenti feriti, colpiti secondo fonti di polizia da lanci di vettovaglie, pietre e artifizi pirotecnici. Almeno uno dei fermati, stando alle stesse fonti, è identificato come l'autore dei lanci contro la Unità di Intervento Poliziotto. Il gruppo Podemos ha annunciato la presentazione di una serie di interrogazioni parlamentari per chiarire chi abbia ordinato l'intervento e quante munizioni non letali siano state impiegate.

La scintilla del caso Maricarmen

L'onda di protesta affonda le radici in una vicenda specifica. Maricarmen Abascal, un'ottantasettenne invalida residente a Madrid, è stata sfrattata dalla casa in cui viveva da circa settant'anni, portata fuori in barella, dopo che il canone era stato innalzato dall'originario importo di 500 euro mensili a cifre molto superiori. La scena, trasmessa dalle televisioni, ha innescato una mobilitazione che dura ormai da giorni: nella centralissima Puerta del Sol è attivo un presidio con tende e mense improvvisate.

La stessa Abascal ha poi raggiunto un accordo con la società proprietaria, Urbagestión, che le consentirà di rientrare nell'appartamento non appena dimessa dall'ospedale. Sul piano politico, il caso ha trasformato l'emergenza abitativa nel tema centrale del dibattito pubblico spagnolo.

L'ex vicepresidente del governo e fondatore di Podemos, Pablo Iglesias, ha dichiarato che il movimento nato dalla resistenza agli sfratti è un evento politico di portata paragonabile a quelli che non si vedevano da anni nel Paese, aggiungendo che una simile mobilitazione non può essere modificata soltanto con un decreto.

Verso lo sciopero generale

La portavoce del Sindicato de Inquilinas, Alicia del Rio, ha parlato dal palco di Madrid indicando nello sciopero generale per la casa l'unico strumento adeguato per contrastare le leggi che proteggono proprietari e speculatori. Le organizzazioni degli inquilini stanno discutendo la convocazione con i sindacati maggioritari dei lavoratori, senza che al momento sia stata fissata una data.

La piattaforma rivendica una riduzione dei canoni e l'esproprio dei fondi di investimento, chiedendo inoltre che le zone ad alta tensione abitativa vengano dichiarate tali per applicare i limiti ai prezzi previsti dalla legge statale. Nelle isole Canarie, dove il caro affitti è particolarmente sentito, migliaia di persone hanno sfilato a Santa Cruz de Tenerife e a Las Palmas de Gran Canaria. A Barcellona la manifestazione prevista è stata rinviata a causa del maltempo.

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