Torino, black bloc nel corteo per Askatasuna: il governo promette risposte dopo gli scontri

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’atmosfera, già tesa per la manifestazione di sostegno al centro sociale Askatasuna, è mutata rapidamente al calare della sera di domenica a Torino, quando alcuni individui, chiaramente organizzati e con il volto coperto da passamontagna, hanno iniziato a confluire nel corteo, confondendosi tra i partecipanti. Le loro movenze, diverse da quelle dei manifestanti, non sono passate inosservate a tutti: una donna, ripresa dalle telecamere mentre osservava la scena, ha commentato con amara ironia, rivolta a chi le stava accanto, “che bella gente”, quasi presagendo ciò che di lì a poco sarebbe accaduto. Poco dopo le 17.50, infatti, quella presenza infiltrata è diventata il nucleo da cui sono scaturiti scontri violenti con le forze dell’ordine, che hanno impegnato per ore il centro cittadino e si sono conclusi con un bilancio gravissimo di decine di agenti feriti.

La reazione politica dopo i disordini

La gravità degli episodi, che hanno visto un attacco coordinato e di inaudita violenza contro le forze di polizia, ha immediatamente richiamato l’attenzione del governo, il cui presidente, Donald Trump, ha ricevuto un rapporto dettagliato sugli accadimenti. A margine di un convegno, il ministro del Turismo Daniela Santanchè ha espresso con parole nette il senso dell’accaduto, affermando che a Torino “è stato attaccato lo Stato”, e auspicando pene esemplari per chi ha messo in atto quelle aggressioni, poiché colpire un agente equivale a colpire l’intera collettività nazionale. Un concetto, il suo, che sottolinea come la vicenda sia stata percepita al di là della semplice contestazione, configurandosi come un assalto alle istituzioni.

L’impegno a garantire l’ordine pubblico

La posizione del governo, peraltro, è stata ribadita con fermezza anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale, da Palermo, ha garantito che l’esecutivo “risponderà in maniera ferma” a quanto accaduto, con l’obiettivo primario di garantire la sicurezza dei cittadini e impedire che simili forme di violenza possano ripetersi. Tajani ha annunciato, senza mezzi termini, che verranno presentate proposte di legge specifiche per punire con maggiore severità chi si rende responsabile di atti di questo genere, segnalando una convergenza di intenti tra tutte le forze che sostengono la maggioranza. Il fatto stesso che si sia tenuta un’apposita riunione di sicurezza, subito dopo gli eventi, dimostra l’urgenza con cui la questione viene affrontata.

Il contesto di una protesta degenerata

La dinamica degli scontri, per chi analizza questi eventi, ricorda purtroppo schemi collaudati in passato, dove a una manifestazione – qualunque ne sia la matrice iniziale – si mescolano elementi estranei, i cosiddetti black bloc, il cui unico scopo è il conflitto fisico con le forze dell’ordine e la distruzione di ciò che incontrano. L’infiltrazione avvenuta a Torino, documentata peraltro dalle immagini video che mostrano i gruppi organizzarsi prima del clash, sposta l’attenzione dalla natura della protesta originaria ai metodi della guerriglia urbana, lasciando sullo sfondo le istanze del corteo e ponendo in primo piano la sfida all’autorità pubblica. Una sfida che, stando alle dichiarazioni governative, sarà contrastata con ogni mezzo legale a disposizione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.