Torino, dopo gli scontri per Askatasuna, oggi si sfila contro le Olimpiadi
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Redazione Sport
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La città, che si appresta a vivere il culmine della festa olimpica con la cerimonia inaugurale in programma allo stadio di San Siro, si divide tra entusiasmo e profonda ostilità verso l'evento, in uno scenario di sicurezza fortemente presidiato. Mentre una parte di Milano, infatti, accoglie con calore il passaggio della fiaccola e si prepara a ospitare delegazioni internazionali e un gran numero di capi di Stato, un'altra parte si mobilita per esprimere un dissenso radicale, organizzando per oggi un corteo nazionale sotto la sigla del 'Comitato insostenibili olimpiadi'. Quest'ultimo, il cui acronimo ricalca volutamente quello del Comitato olimpico internazionale, ha già promosso nei giorni scorsi alcune contestazioni-lampo al simbolico tedoforo, annunciandosi come un prologo alla manifestazione principale.
Un percorso di protesta verso la periferia
Il corteo, che avrà il suo punto di partenza in piazza Medaglie d'Oro a Porta Romana nel primo pomeriggio, è destinato a snodarsi lungo corso Lodi per concludersi nel quartiere Corvetto, in una direzione quindi che volge deliberatamente lo sguardo verso le aree periferiche della metropoli. Gli organizzatori, i quali definiscono i Giochi come "simbolo dello sport per ricchi", hanno coniato per le loro iniziative la parola d'ordine "Utopiadi", concepita come un antidoto o un negativo dialettico della kermesse ufficiale. Questo progetto ideale, che coinvolge realtà dei centri sociali e fasce dell'anarchismo, si articola in una serie di attività di contro-informazione e sport popolare, nate per criticare aspetti quali l'impatto ambientale e la speculazione edilizia associati, a loro dire, ai grandi eventi.
La risposta delle forze dell'ordine e il caso di Torino
Il clima di contestazione si inserisce in un contesto di vigilanza particolarmente elevato, dopo che episodi di tensione hanno segnato altre città coinvolte nel percorso olimpico. A Torino, ad esempio, si sono registrati recenti scontri legati al caso del centro sociale Askatasuna, un fatto di cronaca che, seppur gestito dalle autorità con misure decise, ha inevitabilmente accresciuto l'attenzione sulla gestione dell'ordine pubblico. A Milano, tuttavia, le forze dell'ordine hanno impostato un approccio marcatamente preventivo, il quale, unitamente all'assenza finora di segnalazioni critiche da parte dei servizi di intelligence, sembra aver contenuto possibili esplosioni di violenza. Gli stessi promotori della protesta hanno precisato di non volere replicare gli scontri torinesi e hanno smentito la partecipazione dei black bloc alla loro manifestazione.
La città tra festa e disagi
Dall'altro lato, la macchina organizzativa dei Giochi prosegue il suo cammino, traducendosi in una serie di adattamenti urbani che, se da un lato generano inevitabili disagi come le estese zone a traffico limitato e le modifiche alla viabilità – il centro è stato interdetto al traffico per diverse ore – dall'altro trasformano profondamente il volto della metropoli. L'arrivo di decine di personalità istituzionali internazionali, il viavai delle delegazioni atletiche e l'animazione dei locali dipingono il quadro di una vetrina mondiale, accettata da molti in nome dello spirito olimpico. La cerimonia di ieri a San Siro, con il suo carico di emozione, ha segnato l'avvio ufficiale di un evento che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe unire, ma che al momento evidenzia invece, in maniera netta, il solco tra chi celebra e chi contesta.




