Torino, fermi e identificati trenta manifestanti dopo gli scontri per Askatasuna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le indagini della Digos della questura di Torino, avviate a seguito dei gravi incidenti occorsi durante il corteo di solidarietà allo storico centro sociale Askatasuna, hanno già prodotto i primi, significativi risultati. Gli agenti, esaminando il ricco materiale audiovisivo a disposizione, sono riusciti a individuare e a identificare almeno trenta persone ritenute coinvolte negli scontri con le forze dell’ordine, la cui condotta sarà ora sottoposta al giudizio dell’autorità giudiziaria. A questi, si aggiunge un numero molto più ampio, superiore alle cento unità, di soggetti identificati in via preventiva attraverso una capillare attività di controllo disposta ai caselli autostradali e nelle principali stazioni ferroviarie della città, un’operazione volta a prevenire ulteriori disordini e a garantire l’ordine pubblico.

Il sequestro del furgone e le denunce immediate

Nella stessa serata di sabato, gli investigatori hanno posto sotto sequestro il furgone che apriva il corteo, nel quale è stato rinvenuto, oltre all’impianto audio utilizzato per amplificare gli slogan, materiale di vario genere. Tra questo, come riferito dalla questura, sono stati ritrovati e sequestrati fumogeni, una bomboletta di vernice spray di colore rosso, due generatori di corrente elettrica e taniche contenenti benzina. I tre occupanti del mezzo, i cui nomi sono al vaglio degli inquirenti, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria con le accuse, più gravi, di resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale, nonché per aver organizzato una manifestazione pubblica senza il preventivo obbligatorio avviso alle autorità di pubblica sicurezza.

Il quadro delle indagini dopo il corteo del 20 dicembre

Il cortevo, che aveva mosso da corso Regina Margherita dove fino a pochi giorni prima aveva sede il centro sociale sgomberato, era stato promosso in segno di protesta per quell’operazione, degenerando poi in episodi di violenza che hanno visto impegnati per ore gli agenti nel tentativo di ripristinare la sicurezza. La questura di Torino, nel rendere noti questi primi sviluppi investigativi, ha sottolineato come le attività della Digos procedano senza sosta per ricostruire nel dettaglio la dinamica degli eventi e per individuare tutti coloro che abbiano assunto un ruolo attivo nei disordini, i cui atti, come precisato, verranno segnalati alla magistratura competente.

L’attività di prevenzione e i controlli sul territorio

Parallelamente alle indagini sui fatti già accaduti, le forze di polizia hanno dispiegato un consistente dispositivo, finalizzato a impedire il ripetersi di simili episodi. I controlli, particolarmente stringenti alle porte della città, hanno interessato i veicoli in entrata e in uscita, mentre nelle stazioni i treni sono stati oggetto di perquisizioni mirate. Questa articolata strategia, che combina l’approfondimento sui responsabili degli scontri e la dissuasione di potenziali nuovi troublemakers, rappresenta la risposta delle istituzioni a una giornata che ha scosso l’ordine pubblico torinese, allontanandosi nettamente dalle forme di una protesta pacifica e legittima.

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