Germania, annullata l'asta di documenti dell'Olocausto definita "cinica"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La casa d'aste Felzmann ha cancellato l'evento battutario, intitolato "Il sistema del terrore", che era previsto a Neuss, una città situata nei pressi di Düsseldorf, e che avrebbe messo in vendita pubblicamente più di seicento lotti. Tra gli oggetti, che hanno sollevato un'ondata di profonda indignazione, figuravano lettere personali scritte da prigionieri dei campi di concentramento, documenti compilati dalla Gestapo con nomi e indirizzi delle vittime, e altri effetti personali contenenti fotografie e dettagli familiari, i quali, come è stato sottolineato con forza, appartengono a una memoria storica che non può essere commercializzata.

La ferma presa di posizione del Comitato di Auschwitz

La decisione di annullare la vendita è giunta a seguito dell'intervento diretto del Comitato Internazionale di Auschwitz, il quale, attraverso il suo vicepresidente esecutivo Christoph Heubner, non ha esitato a definire l'iniziativa "un'asta cinica e senza vergogna". L'ente, che rappresenta i sopravvissuti, ha esercitato tutta la sua autorevolezza morale per esortare la casa d'aste a desistere, ponendo l'accento sulla natura intrinsecamente offensiva di un simile commercio, che trasformava la sofferenza di individui e famiglie in un bene di scambio.

La revoca dell'evento e le sue implicazioni

L'asta, considerata da più parti del tutto priva della necessaria sensibilità e di quel rispetto che sono dovuti alle vittime della Shoah, è stata dunque rimossa dal calendario. La collezione, che comprendeva un vasto assortimento di reperti storici di enorme impatto emotivo, non verrà quindi dispersa tra i collezionisti, evitando di banalizzare una pagina così tragica del Novecento e sollevando, al contempo, interrogativi cruciali sulla corretta conservazione e sulla destinazione etica di simili cimeli.

La nascita del Comitato Predda Niedda a Sassari

In un contesto completamente differente, si è costituito a Sassari il nuovo Comitato Predda Niedda, il cui gruppo fondatore si è riunito presso la Formedil/Cassa Edile. L'organismo, nato a seguito di un incontro promosso lo scorso settembre dall'associazione Identità e Costituzione, ha approvato il proprio statuto dopo un'ampia discussione e ha proceduto alla nomina del direttivo, che vede Marco Taula nella carica di presidente, affiancato da Armando Miccio come vicepresidente, Valerio Scanu nelle funzioni di tesoriere e Giovanna Mura in quelle di segretaria.

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