Cataclisma Italia, Pioli in pole come ct. E la Fiorentina resta in bilico
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Che puntare su Stefano Pioli, ancora legato all’Al-Nassr, fosse un azzardo, la Fiorentina lo aveva calcolato. Ma i tempi dilatati dei negoziati, in un mercato dove ogni ora può ribaltare gli equilibri, hanno lasciato spazio a un colpo di scena che rischia di travolgere i piani viola. Luciano Spalletti, durante una conferenza stampa carica di tensione, ha annunciato l’addio alla panchina dell’Italia a partire da martedì. Una mossa che riapre un domino che sembrava ormai comporsi.
Spalletti, visibilmente scosso, ha interrotto il botta e risposta con i giornalisti dopo l’ultima domanda: gli chiedevano se si sentisse tradito. “Ma no…”, ha risposto, ringraziando una serie di dirigenti della FIGC prima di alzarsi e uscire. La sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, che ha lasciato l’Italia in difficoltà nella corsa ai Mondiali 2026, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Gabriele Gravina, presidente della federazione, ha deciso di sollevarlo dall’incarico, chiudendo un capitolo breve ma turbolento.
Ora, mentre la Nazionale cerca una guida, il nome di Pioli balza in cima alla lista dei favoriti. Un ritorno per l’ex tecnico del Milan, che aveva già lavorato con la federazione in passato, sarebbe un’opzione logica. Ma la Fiorentina, che lo corteggiava da settimane, si trova improvvisamente in una posizione scomoda. Se Pioli dovesse accettare la chiamata azzurra, i viola dovrebbero rivedere la loro strategia, perdendo l’uomo che sembrava il candidato ideale per sostituire Vincenzo Italiano




