Lucky Red cede il 51 per cento a Vivendi, Occhipinti resta con il 49
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Redazione Economia
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L'operazione, del valore di 26 milioni e 600 mila euro, era nell'aria da qualche settimana e ora trova la sua definitiva concretizzazione: Vivendi, attraverso il proprio braccio operativo nel settore cinematografico rappresentato da StudioCanal, ha ufficialmente rilevato la quota di maggioranza di Lucky Red, storica società di distribuzione e produzione fondata nella capitale nel lontano 1987 da Andrea Occhipinti e dal compianto Kermit Smith. La firma dell'accordo, avvenuta a Roma alla presenza dell'amministratore delegato di StudioCanal, Anne Louise Marsh, e degli stessi soci italiani, sancisce un passaggio epocale per una delle poche realtà indipendenti del panorama audiovisivo nazionale che, fino a oggi, era riuscita a preservare la propria autonomia dall'abbraccio dei grandi conglomerati internazionali. L'acquisizione, che ha suscitato l'interesse della stampa specializzata mondiale al punto da essere rimbalzata perfino sulle pagine online di Variety, prevede che il gruppo guidato da Vincent Bolloré, figura di spicco dell'imprenditoria transalpina nonché azionista di rilievo in Mediaset e Telecom Italia, entri in possesso del 51 per cento del capitale sociale. Il fondatore Andrea Occhipinti, il quale deteneva l'89 per cento delle quote attraverso la propria holding personale Keyek, ha ceduto una parte consistente delle proprie azioni, precisamente il 40 per cento, un'operazione che gli ha consentito di incassare circa 20,8 milioni di euro. Contestualmente, hanno liquidato integralmente le loro partecipazioni anche i due soci di minoranza, Valerio Scarinci e Stefano Massenzi: il primo, che possedeva un decimo della società, ha ottenuto un corrispettivo di 5,2 milioni per il suo 10 per cento, mentre il secondo, titolare dell'1 per cento residuo, ha incassato una somma vicina ai 521 mila euro.
Una partnership strategica che lascia immutato il management e l'indirizzo creativo
Nonostante il cambio di controllo, con la multinazionale francese che diventa azionista di maggioranza assoluta, i comunicati ufficiali diffusi dalle parti tengono a sottolineare la natura dell'intesa, definita ripetutamente come una "partnership strategica" finalizzata allo sviluppo di "sinergie europee" più che come una semplice e brutale acquisizione. Andrea Occhipinti, il quale rimane in sella con una partecipazione del 49 per cento, conserverà integralmente le proprie funzioni operative all'interno dell'azienda e, stando a quanto dichiarato, nessun cambiamento stravolgerà l'attuale governance né, tantomeno, andrà a incidere sulle scelte creative e sul DNA artistico che hanno contraddistinto Lucky Red in quasi quarant'anni di onorata carriera. La società, che nell'immaginario collettivo degli appassionati rappresenta un faro per il cinema d'autore e indipendente, può vantare un catalogo sconfinato che conta all'incirca 400 titoli distribuiti in Italia, firmati da registi del calibro di Ang Lee, Wong Kar Wai, Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, i fratelli Dardenne, Aki Kaurismäki, Wes Anderson, Sofia Coppola, Tim Burton, Denis Villeneuve e Jim Jarmusch, per citare soltanto alcuni dei nomi più illustri. Negli ultimi anni, inoltre, l'attività produttiva si è intensificata in maniera considerevole, portando sugli schermi pellicole di successo come "Freaks Out" di Gabriele Mainetti o il drammatico "Sulla mia pelle", che ha rappresentato una delle prime incursioni italiane nel mondo delle produzioni originali Netflix. La società, inoltre, è attiva in joint venture con Indigo Film nella società di vendite internazionali True Colours, un ulteriore tassello che conferma la complessità e la ramificazione degli interessi del gruppo.
I numeri solidi di Lucky Red e il contesto delle acquisizioni francesi in Italia
L'ingresso di Vivendi nel capitale di Lucky Red non avviene certo in un momento di difficoltà economica per la casa di distribuzione romana, la quale anzi presenta dei conti in salute che giustificano ampiamente la valutazione complessiva dell'operazione, stimata attorno ai 31 milioni di dollari se si considera l'intero pacchetto azionario. Nel corso dell'esercizio 2024, infatti, Lucky Red ha fatto registrare ricavi per oltre 50 milioni di euro, accompagnati da un utile netto di 3,7 milioni, una performance che testimonia la solidità e la tenuta del modello imprenditoriale messo in piedi da Occhipinti in tutti questi anni. I ricavi derivanti dalla sola distribuzione nell'anno successivo, il 2025, hanno toccato quota 24 milioni di euro, posizionando l'azienda all'ottavo posto nella classifica dei distributori operanti sul territorio italiano. Questa mossa di consolidamento europeo voluta da Bolloré si inserisce peraltro in un trend ormai consolidato che vede i colossi francesi dell'audiovisivo guardare con sempre maggiore interesse al mercato italiano. Negli ultimi tempi, infatti, si sono susseguite diverse acquisizioni di rilievo: basti pensare a BIM Distribuzione finita nella mani di Wild Bunch, a Palomar e Our Films assorbite da Mediawan, o ancora a Groenlandia che è stata rilevata da Banijay. Un quadro, questo, che delinea una mappa sempre più intricata di alleanze e dipendenze societarie.




