Vivendi cede a Poste Italiane il 15% di Tim: l'operazione da 684 milioni e il nuovo equilibrio societario

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Cleary Gottlieb, con un team guidato dal partner Giuseppe Scassellati-Sforzolini e dagli associate Paolo Rainelli e Gabriele Barbatelli, ha assistito Vivendi nella vendita del 15% delle azioni ordinarie di Tim a Poste Italiane, per un valore complessivo di 684 milioni di euro. L’operazione, che sarà perfezionata dopo la notifica all’Antitrust, ridurrà la quota del gruppo francese al 2,5%, lasciando spazio a un riassetto societario che vede Poste consolidarsi come attore principale.

La transazione segna una svolta nel panorama delle telecomunicazioni italiane, riportando sotto controllo nazionale un asset strategico. Tim, infatti, non è solo un operatore storico, ma rappresenta un pilastro infrastrutturale per la gestione dei data center e delle reti digitali sul territorio. L’ingresso di Poste, già azionista di riferimento con il 24,8% delle quote ordinarie, rafforza l’obiettivo di una sovranità digitale che il governo ha più volte indicato come prioritaria.

Mentre Vivendi completa il disimpegno – dopo aver ceduto sul mercato un ulteriore 6,25% in modalità over the counter, senza scossoni in Borsa –, resta aperta la questione del futuro consolidamento del settore. Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, ha definito l’arrivo di Poste un «primo passo» in un processo più ampio, lasciando intendere che il gruppo potrebbe giocare un ruolo centrale nelle prossime mosse del comparto telecomunicazioni.

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