Bastoni, il nodo dell’addio all’Inter e l’assedio silenzioso del Barcellona

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è pace per Alessandro Bastoni, e forse – diciamolo con franchezza – non potrebbe essere altrimenti, considerato il turbine di eventi che ha investito la sua stagione a partire da quel controverso 14 febbraio. Il giorno di Inter-Juventus, con quella simulazione che scatenò l’ira dei tifosi avversari e l’esultanza al cartellino rosso mostrato a Kalulu, rappresenta ancora oggi lo spartiacque emotivo di un'annata vissuta sotto costante pressione. Fischi in ogni stadio, ad ogni tocco di palla: un bollettino di guerra che il difensore ha imparato a sopportare, consapevole che il mondo del calcio difficilmente dimentica certe “malizie”, anche quando queste rientrano nelle regole non scritte del mestiere. E se a questo disagio si aggiunge l’onta dell’espulsione in Nazionale (quella gara di Zenica che ha chiuso le porte ai Mondiali), il quadro psicologico diventa quasi claustrofobico.

L’interesse spagnolo e la crepa nel muro nerazzurro

Il Barcellona, come una lama che cerca la fessura giusta, ha trasformato questo malessere in un’opportunità. A differenza delle scorse sessioni di mercato – quando il difensore aveva sempre respinto al mittente le avances straniere – stavolta l’aria è diversa. Il giornalista di Sky Sport, Matteo Barzaghi, ha colto un elemento cruciale: la situazione ambientale, unita all’ostilità percepita, ha scalfito quella fedeltà a tutta prova che aveva contraddistinto Bastoni in passato. Non è ancora una richiesta di trasferimento formale, sia chiaro, ma i contatti tra l’entourage del giocatore e la dirigenza catalana sono un segnale inequivocabile di una disponibilità ad ascoltare, laddove prima c’era solo un muro.

La vera partita si gioca sui numeri, e non c’è offerta sulla scrivania

Tuttavia, tra le chiacchiere da bar e le reali intenzioni delle società, occorre fare ordine. Circola insistente la voce di un’offerta da 50 milioni di euro recapitata in Viale della Liberazione, una cifra che avrebbe fatto scattare la controffensiva mediatica. Ebbene, questa è una di quelle fake news che il calciomercato genera in serie. Fabrizio Romano, che di queste dinamiche ne ha fatto una scienza, ha smentito categoricamente: nessuna proposta economica è arrivata dai blaugrana per il cartellino del centrale italiano. Ciò che esiste, allo stato attuale, è un sondaggio, una presa di coscienza reciproca: il Barcellona sa che Bastoni non si opporrebbe, e l’Inter sa che per sedersi al tavolo servirà una valanga di milioni. Le richieste informali dei nerazzurri, filtrate dagli addetti ai lavori, partono da una base non inferiore ai 60-70 milioni, una soglia che i catalani, con i loro noti problemi di bilancio, non possono nemmeno sfiorare al momento.

L’abbraccio di San Siro: una tregua prima della tempesta

In attesa che l’estate accenda le polveri della trattativa, stasera contro la Roma c’è in palio qualcosa di più immediato: la riconciliazione. Il Corriere dello Sport ha anticipato che il Meazza, già pronto a esporre striscioni come “Bastoni orgoglio nostro” (un assaggio già avuto contro l’Atalanta), potrebbe regalare al giocatore un tributo di affetto ancora più vigoroso. Una boccata d’ossigeno necessaria per un ragazzo che, reduce dalla batosta con l’Italia, ha bisogno di ricordare cosa significa essere il beniamino di una piazza. L’Inter, dal canto suo, non farà sconti: se Bastoni dovesse partire, non sarà certo una svendita. Ma se il Barcellona riuscirà a trovare le risorse per convincere la proprietà, il destino del difensore potrebbe davvero allontanarsi per sempre dall’ombra della Madonnina.

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