Allegri guarda alla vetta, ma il Milan inciampa sul Como
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Redazione Sport
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Prima del fischio d’inizio a Como, Massimiliano Allegri aveva tracciato la rotta, sottolineando come, dopo le prestazioni di Inter e Napoli, fosse indispensabile per il Milan raccogliere punti per non perdere il contatto con il treno di testa. Il tecnico, il quale aveva evidenziato la necessità di una prova tecnicamente precisa contro una formazione dal buon possesso palla e dalla difina compatta, si era soffermato sulla lettura degli spazi, affidabile non solo alle qualità di Rafael Leao ma anche agli inserimenti dalle retrovie. La partita, però, ha preso una piega diversa dal copione immaginato, andando a infittire un quadro statistico che, fino a quel momento, parlava di tredici gare senza sconfitte per i rossoneri nel massimo campionato contro i lariani.
L'episodio che decide la sfida
Al decimo minuto del primo tempo, una concatenazione di eventi ha ribaltato i pronostici. Su un calcio d’angolo battuto in maniera corta e ri-crossato dalla trequarti sinistra, il difensore del Como Kempf, rimasto completamente libero nell’area piccola, ha trovato la rete con un colpo di testa, superando la marcatura di Fofana. L’azione, che ha regalato il vantaggio alla squadra di casa, ha messo in luce ancora una volta le incertezze del portiere Mike Maignan nell’uscire sui palloni alti in area, il quale, in quella circostanza, è parso eccessivamente ancorato alla sua linea.
Il peso dei precedenti e una striscia interrotta
Quel gol, che ha consegnato il risultato finale di 1-0, non solo ha interrotto la serie positiva immediata del Milan, il quale cercava il quinto successo consecutivo contro il Como in Serie A, ma ha anche riportato alla luce un precedente lontano: l’ultima vittoria dei lariani, infatti, risaliva a quasi quarant’anni fa. La sconfitta, al di là dei singoli episodi, costringe i rossoneri a un brusco rallentamento nella loro corsa, mentre il Como consolida la sua posizione grazie a una prova ordinata e concretissima, capace di soffrire poco e di sfruttare al meglio le occasioni create.
Le reazioni e il cammino da recuperare
L’amarezza per l’occasione persa è palpabile, considerando che l’obiettivo dichiarato da Allegri era proprio quello di mantenere il passo delle rivali dirette. La partita, che si è conclusa senza altre reti nonostante la presenza in campo di elementi offensivi come Leao e Nkunku, ha dimostrato come la precisione tecnica invocata dal tecnico sia mancata nel momento decisivo, vanificando gli sforzi successivi. Ora, per il Milan, il percorso si fa più impervio, con la necessità di ritrovare immediatezza e sicurezza, soprattutto in alcuni reparti, se si vuole davvero rimanere agganciati alla parte alta della classifica.




