Il Piacenza inciampa a Desenzano: un passo indietro che allontana la vetta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un Piacenza spento e privo del consueto ritmo ha iniziato il 2026 con una sconfitta di misura, quella per 1-0 sul campo del Desenzano, che allontana sensibilmente la squadra biancorossa dalla vetta del girone D di Serie D. Il big match della prima di ritorno, nel complesso equilibrato nelle statistiche, è stato deciso da una rete degli ospiti, maturata grazie a una difesa solida e a un centrocampo che ha saputo dettare il tempo della partita, facendo spesso e volentieri ballare i reparti avversari. I lombardi, dimostrando una qualità nei singoli e nell’impianto di gioco superiore alle aspettative, hanno saputo soffocare le iniziative degli uomini di Arnaldo Franzini, i quali hanno offerto un’immagine ben diversa da quella degli ultimi due mesi.

Le parole di Franzini dopo il ko

Al termine della partita, l’allenatore del Piacenza, Arnaldo Franzini, non ha trovato lati positivi da evidenziare, anzi ha sottolineato come della squadra sia riuscito poco o nulla di quanto preparato nelle ultime due settimane. «Siamo stati poco aggressivi e poco dinamici, con troppi errori tecnici», ha dichiarato il tecnico, che ha parlato di un evidente passo indietro nell’atteggiamento generale, pur tenendo in considerazione il valore di un avversario che si è dimostrato all’altezza della situazione. La disposizione tattica voluta dal mister del Desenzano, Gaburro, con gli esterni alti e pericolosi, ha costretto le mezz’ali biancorosse a un arretramento e a un allargamento eccessivo per raddoppiare le marcature, lasciando un vuoto sensibile nella zona centrale del campo.

La dinamica del gol e le pagelle

Proprio in quella zona nevralgica, dove Taugourdeau non è mai riuscito a entrare in partita, è nata l’azione del gol decisivo, siglato da Procaccio. La rete, come ha osservato chi ha seguito la gara, è stata un esempio da manuale del calcio moderno: una triangolazione di prima intenzione, rapida e precisa, che ha aperto come una scatola la difesa del Piacenza, trovando il giocatore libero di concludere a rete. Tra le poche note positive per i biancorossi c’è stata la prestazione del portiere Ribero, assolutamente incolpevole sul gol e autore nella ripresa di una parata di gran pregio che ha tenuto in vita la sua squadra fino al fischio finale. La difesa, nel suo complesso, ha “ballato” poco, ma a partire dal centrocampo in avanti è mancato quasi tutto: Ciuffo, per esempio, che aveva in marcatura proprio Procaccio, è stato superato in occasione del gol senza un adeguato supporto dai compagni, mentre Silva ha fatto la sua partita anche perché l’attaccante avversario a lui affidato, Brighenti, non è stato molto coinvolto nelle costruzioni offensive dei padroni di casa.

Il vuoto di centrocampo e le considerazioni

Lo sviluppo del gioco del Desenzano, che ha privilegiato soprattutto le fasce laterali, ha creato non pochi problemi alla struttura del Piacenza, evidenziando una certa rigidità e una difficoltà a reagire agli imprevisti. Quel vuoto in mezzo al campo, lasciato dalle mezz’ali costrette a coprire gli esterni avversari, è stato il teatro dove si è consumata la superiorità tattica della squadra lombarda, che ha gestito con intelligenza le fasi di possesso palla. La sconfitta, sebbene di misura, lascia un segno importante nella corsa al primato, costringendo i biancorossi a una riflessione approfondita su quanto accaduto, mentre per il Desenzano si tratta di tre punti pesantissimi che ridisegnano completamente la classifica e gli equilibri del girone.

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