The Witcher, la trilogia di Ciri: CD Projekt pianifica tre giochi in sei anni
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L'annuncio, per quanto atteso, ha definitivamente tracciato i contorni di quella che si configura come una nuova epoca per lo strigo: CD Projekt Red ha infatti ribadito, nel corso di una recente financial call, l'intenzione di pubblicare l'intera trilogia dedicata a Ciri nell'arco di sei anni, un lasso di tempo che, se paragonato ai lunghi cicli di sviluppo ormai consueti per i titoli di grande budget, appare quasi un acceleratore narrativo. Il piano, definito dagli stessi vertici aziendali ambizioso e impegnativo, mira a imprimere un cambio di passo radicale, strutturando lo sviluppo futuro in modo da garantire una maggiore continuità tra un episodio e l'altro, una strategia che, nell'ottica dello studio polacco, dovrebbe consolidare l'universo di The Witcher oltre la figura iconica di Geralt di Rivia.
Un obiettivo chiaro e una data lontana
Sebbene la roadmap temporale sia stata indicata con chiarezza, le certezze assolute, al momento, si fermano qui. Il co-CEO Michał Nowakowski ha confermato che The Witcher 4, il primo capitolo di questa nuova saga, è entrato in produzione completa già nel 2024, ma ha anche precisato che il suo debutto non è atteso prima della fine del 2027. Un periodo di attesa ancora lungo, dunque, che tuttavia segna l'inizio di un cronoprogramma serrato: dalla fine di quel primo Titolo, infatti, il piano prevede il rilascio degli altri due episodi nel giro dei successivi quattro anni, un ritmo inedito per uno studio che ha sempre lavorato con tempi dilatati, come dimostrato dal percorso di Cyberpunk 2077 e dai suoi contenuti aggiuntivi.
Le basi tecnologiche di una strategia articolata
Questa accelerazione, che molti osservatori considerano una risposta alle pressioni del mercato e alla crescente domanda di contenuti per i franchise di successo, poggia su fondamenta tecniche ben precise. La decisione di adottare l'Unreal Engine 5 di Epic Games per i futuri progetti, abbandonando il motore grafico interno REDengine, non è un mero dettaglio tecnico, ma rappresenta la premessa indispensabile per una produzione più fluida e potenzialmente parallela. La nuova tecnologia, offrendo strumenti più moderni e una maggiore facilità di collaborazione, dovrebbe infatti permettere ai team di concentrarsi maggiormente sulla costruzione narrativa e sul design di gioco, elementi centrali per una trilogia che promette di esplorare in profondità il personaggio di Ciri, le sue capacità spazio-temporali e il destino del Continent.
Un cambio di paradigma nello sviluppo
La dichiarazione di CD Projekt Red va quindi interpretata come l'annuncio di un vero e proprio cambio di paradigma operativo, una transizione da uno sviluppo per progetti singoli, separati da intervalli di anni, a una visione più organica e seriale. L'obiettivo di condensare tre titoli di vasta portata in un sestennio implica necessariamente una riorganizzazione interna, con team che potrebbero lavorare in maniera più integrata sulle diverse fasi della produzione, e una pianificazione delle risorse senza precedenti per lo studio di Varsavia. Resta inteso, come del resto sottolineato dalla stessa azienda, che si tratta di un traguardo ambizioso, il cui conseguimento dipenderà dalla capacità di mantenere gli standard qualitativi che i giocatori si aspettano, senza sacrificarli sull'altare della velocità.




