JpMorgan chiude il terzo trimestre sotto le stime: pesano la frenata dei mercati e le perdite sul portafoglio titoli

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Redazione Economia Redazione Economia   -   JpMorgan Chase ha aperto la stagione delle trimestrali delle grandi banche americane con un risultato che non ha centrato le attese di Wall Street. L'istituto guidato da Jamie Dimon ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con un utile netto di 15,3 miliardi di dollari, in crescita del 6% rispetto a un anno fa, ma l'utile per azione si è fermato a 5,57 dollari contro i 5,93 previsti dagli analisti. È la prima volta da fine 2023 che la più grande banca statunitense per attivi manca le stime sugli utili.

Ricavi in crescita ma sotto le previsioni

I ricavi netti hanno raggiunto quota 50,17 miliardi di dollari, in aumento dell'8% su base annua, ma anche in questo caso il dato è risultato inferiore ai 51,23 miliardi stimati dal mercato. A pesare sul conto economico è stata una perdita di 658 milioni di dollari sui titoli di investimento presenti nei libri contabili dell'istituto. Escludendo questa voce, l'utile per azione sarebbe stato di 5,75 dollari, ancora al di sotto delle attese ma con un divario più contenuto.

Il margine di interesse netto si è attestato a 27,1 miliardi di dollari, in rialzo del 13%, sostenuto dall'aumento dei saldi dei depositi e dei prestiti nel comparto delle carte di credito. I ricavi da trading hanno invece mostrato una flessione del 4% nel comparto a reddito fisso, il primo calo in oltre due anni, mentre le attività sui mercati azionari hanno registrato un andamento migliore. Nel complesso, i ricavi da trading si sono fermati a 10,3 miliardi di dollari.

Il quadro delle altre grandi banche americane

La giornata delle trimestrali ha restituito un quadro non omogeneo per il settore bancario statunitense. Goldman Sachs ha messo a segno un utile per azione di 17,01 dollari, il 25% sopra le stime, con ricavi netti a 18,68 miliardi di dollari, spinti da un balzo del 72% nelle negoziazioni azionarie. Citigroup ha superato le previsioni con un utile per azione di 2,85 dollari e ricavi a 23,85 miliardi, il miglior terzo trimestre dell'istituto nell'ultimo decennio.

Wells Fargo, dal canto suo, ha battuto le attese sull'utile per azione, fermandosi a 1,87 dollari, ma ha deluso sulle entrate, attestatesi a 21,87 miliardi.

Le preoccupazioni espresse dal management

Jamie Dimon, nel commentare i risultati, ha sottolineato come l'attività dei clienti sui mercati e nel comparto delle banche di investimento si sia attenuata durante il trimestre rispetto al boom registrato nei tre mesi precedenti. Il numero uno di JpMorgan ha anche ribadito la sua attenzione agli scenari macroeconomici, ricordando che l'inflazione rimane sticky e che un rialzo dei rendimenti dei Treasury fino al 6% sarebbe più doloroso rispetto ai movimenti osservati in precedenza.

Sul fronte della gestione del capitale, la banca ha indicato di aver ridotto il programma di riacquisto di azioni proprie a 1 miliardo di dollari nel trimestre, rispetto a una cadenza normale di circa 7 miliardi, per privilegiare il reinvestimento nell'attività operativa.

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