Piazza Affari chiude in lieve calo, selloff sui titoli tech e incognite Iran pesano sui mercati
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Redazione Economia
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Si è mossa in territorio negativo Milano, insieme agli altri listini europei, che hanno accusato perdite consistenti in una seduta segnata da un clima di forte cautela. Il mercato USA ha mostrato a sua volta un andamento negativo, mentre a livello globale le borse hanno risentito di una vera e propria pioggia di vendite concentrata soprattutto sui titoli tecnologici.
Dopo mesi di euforia, e di rally che avevano portato le valutazioni a livelli estremamente elevati, sono tornati i dubbi sugli effettivi ritorni degli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale e nei chip di memoria, in assenza di tangibili evidenze di profitti derivanti dai massicci piani di spesa annunciati dalle aziende del settore.
La seduta del 22 giugno ha visto il FTSE MIB archiviare la giornata con un controllato -0,1%, un risultato che, seppur in territorio negativo, appare quasi resiliente rispetto alle perdite ben più ampie registrate su altri mercati.
Il quadro tecnico di breve periodo dell'indice milanese mostra un'accelerazione al rialzo della curva, con un target individuato a 52.953 punti; al contempo, non si esclude un rischio di discesa fino a 52.537, una correzione temporanea che, secondo gli analisti, non pregiudicherebbe la sostanziale buona salute del trend corrente. A pesare sul sentiment generale hanno contribuito anche le tensioni geopolitiche, con il calo del petrolio che non è riuscito a sostenere le borse europee, ancora condizionate dai negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran.
Il selloff sull'AI e il crollo del Kospi
Martedì 23 giugno, l'avvio di Piazza Affari è stato nettamente in rosso, con il Ftse Mib che ha ceduto oltre l'1% nei primi scambi, portandosi a 52.245 punti e registrando pesanti ribassi sui principali titoli: StM ha perso il 5%, Stellantis il 4%, Prysmian il 3,7% e Ferrari il 2%. In controtendenza, invece, hanno tenuto Saipem (+1,5%), Diasorin (+0,5%) e Mps (+0,4%).
L'umore degli investitori è stato influenzato in modo decisivo dal selloff sul settore tech iniziato a Wall Street, che ha avuto ripercussioni immediate anche in Asia, dove il Kospi sudcoreano è crollato dell'8,1%, costringendo la borsa di Seoul a una sospensione delle contrattazioni per arginare la caduta libera dei prezzi. I futures sull'Eurostoxx 600, già in netto rosso con un -0,75%, prefiguravano una giornata complessa per l'Europa, e le previsioni si sono puntualmente concretizzate.
Il peso del comparto difesa e le divisioni europee
A Milano, il comparto che ha pagato il prezzo più alto è stato quello della difesa, che ha subito una vera e propria emorragia con Leonardo (-3,7%), Fincantieri (-3,7%) e Avio (-4,7%) in fondo al listino, sulla scia della debolezza diffusa che ha caratterizzato l'intero settore a livello europeo.
Questa debolezza si è sovrapposta alle dinamiche già complesse legate allo stacco dei dividendi, che ha influenzato diversi titoli, e al calo del settore del lusso, contribuendo a mantenere Piazza Affari in territorio negativo nonostante un'Europa che si presentava disomogenea e con Wall Street finora poco direzionale. La seduta del 22 giugno, insomma, ha messo in luce le fragilità di un mercato che, dopo mesi di performance brillanti, inizia a fare i conti con la concretezza degli utili aziendali e con un contesto macroeconomico e geopolitico ancora denso di incognite.
La giornata di scambi si è quindi conclusa con un bilancio contrastato, dove il lieve calo milanese appare quasi come un segnale di relativa tenuta, se paragonato alle turbolenze che hanno scosso i mercati asiatici e statunitensi. Resta alta l'attenzione sull'evoluzione delle trattative tra Washington e Teheran, che continuano a influenzare le quotazioni del greggio e, di riflesso, l'umore degli investitori, mentre il dibattito sulle sopravvalutazioni nel settore tecnologico promette di rimanere al centro dell'agenda delle prossime sedute.
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