Malinteso tra Vaticano e Israele: una questione di traduzione
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Redazione Esteri
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Il recente scontro tra l'ambasciatore d'Israele presso la Santa Sede e il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha portato alla luce un malinteso linguistico. L'ambasciata d'Israele ha chiarito che l'uso della parola "deplorevole" nel comunicato redatto in inglese è stato un errore di traduzione. In italiano, la parola avrebbe dovuto essere tradotta più precisamente con "sfortunata".
La franchezza di Parolin
In questo drammatico momento, prevale la voglia di "parresia", il coraggio della franchezza. Questo coraggio ha spinto il Vaticano, nella persona del cardinale Pietro Parolin, a denunciare come "sproporzionata" la risposta dello Stato ebraico all'attacco terroristico subito da Hamas il 7 ottobre scorso.
Chiarimenti dell'ambasciatore di Israele
L'ambasciatore di Israele presso la Santa Sede ha chiarito il suo commento alla dichiarazione del cardinale Parolin. Ha spiegato che non intendeva usare la parola "deplorevole", ma piuttosto "sfortunata". Tuttavia, ha criticato l'uso di parole come "la guerra a Gaza", sottolineando che "Dal 7 ottobre è una guerra condotta contro Israele".




