Malinteso diplomatico tra Israele e Vaticano: una questione di traduzione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, Raphael Schutz, è tornato sul caso della nota tradotta male, in cui le parole del Segretario di Stato Parolin erano state bollate come "deplorevoli".

Una questione di traduzione

Schutz ha chiarito che si è trattato di un errore di traduzione dal comunicato redatto in inglese. Nella traduzione in italiano è stata scelta la parola “deplorevole” che poteva anche essere tradotta in modo più preciso con “sfortunata”.

Correzione e chiarimenti

L'ambasciatore ha parzialmente corretto il tiro dopo il duro scontro con il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, le cui dichiarazioni erano state bollate come «deplorevoli». Schutz ha spiegato: «Il malinteso con il Vaticano? Un errore nella traduzione: non intendevo “deplorevole” ma “sfortunata”».

Critiche e polemiche

Nonostante la correzione, l'ambasciatore ha criticato l'uso di parole come «la guerra a Gaza». «Dal 7 ottobre è una guerra condotta contro Israele» ha spiegato, sottolineando la complessità della situazione geopolitica in atto.

Conclusione

Questo episodio mette in luce l'importanza della precisione nella traduzione, soprattutto in contesti delicati come quello diplomatico. Una singola parola può cambiare significativamente il tono di un messaggio e portare a malintesi con conseguenze potenzialmente gravi.

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