Calcio, il Senato dà il via libera alle pubblicità di scommesse

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Commissione Cultura e Sport del Senato ha approvato ieri la risoluzione presentata da Fratelli d’Italia, con il senatore Marcheschi come relatore, che segna un punto di svolta per il mondo del calcio italiano. Tra i temi principali, spicca l’abolizione del cosiddetto “decreto dignità”, introdotto nel 2018 dal MoVimento Cinque Stelle, che aveva vietato le pubblicità relative alle agenzie di scommesse legate al calcio. Una decisione che, sebbene accolta con favore dalla Serie A, ha suscitato forti critiche da parte delle opposizioni, in particolare dal Partito Democratico e dal M5S, quest’ultimo primo firmatario del decreto originario. Luca Pirondini, capogruppo del M5S in Commissione, da mesi denunciava l’intenzione del governo e della maggioranza di ripristinare queste forme di pubblicità, considerandole un passo indietro nella regolamentazione del settore.

Il via libera alla risoluzione, che comprende una ventina di punti su diverse materie, è arrivato dopo mesi di consultazioni e studi. Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, ha annunciato che il governo fornirà un “riscontro formale” in tempi brevi, sottolineando l’importanza di una riforma strutturale del calcio italiano. Tra le proposte avanzate, vi è l’invito a favorire investimenti pubblici e privati per l’ammodernamento delle strutture sportive, spesso obsolete, e la realizzazione di nuovi impianti. La risoluzione suggerisce inoltre l’introduzione di sgravi fiscali per chi investe in infrastrutture sportive e la creazione di una “cabina di regia” presieduta dal ministro dello Sport, con il coinvolgimento dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze, oltre ai rappresentanti degli enti locali.

Nonostante il via libera, il tema delle pubblicità delle scommesse ha diviso l’opinione pubblica e politica. Mentre la Serie A vede nella revoca del divieto un’opportunità per incrementare i ricavi, molti criticano la decisione, ritenendola un rischio per la tutela dei minori e dei soggetti più vulnerabili. Il governo, tuttavia, sembra intenzionato a procedere, anche se alcuni esponenti di spicco della maggioranza, come Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno preso le distanze dalla questione, evitando di schierarsi apertamente.

La risoluzione, oltre a toccare il tema delle scommesse, propone interventi più ampi per rilanciare il calcio italiano, un settore che da anni attraversa una crisi strutturale. Tra le priorità, vi è la necessità di attrarre capitali privati e di modernizzare gli stadi, molti dei quali non rispettano gli standard internazionali. La creazione di una cabina di regia, con il coinvolgimento di più ministeri, sembra essere un tentativo di coordinare gli sforzi per rinnovare un sistema che, nonostante il successo delle squadre italiane in campo internazionale, fatica a competere con i grandi campionati europei.

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