Apple, lancio dell'iPhone 18 e sciopero dei dipendenti: adesione al 70% negli store italiani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'arrivo nei negozi italiani della nuova generazione di iPhone si è trasformato, per la rete di Apple Retail Italia, in una giornata di mobilitazione sindacale senza precedenti. Nella giornata di venerdì 18 settembre, in concomitanza con il debutto degli iPhone 18 Pro e 18 Pro Max sugli scaffali, circa 1.600 lavoratori dei 17 store presenti nel Paese sono stati chiamati a incrociare le braccia da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

Secondo i sindacati, l'adesione media allo sciopero ha toccato il 70% della forza lavoro, un dato che rende la protesta una delle più significative mai registrate nel comparto del commercio tecnologico in Italia.

A pesare sulle condizioni di lavoro, secondo le organizzazioni sindacali, sono organici ritenuti insufficienti, carichi di lavoro crescenti e una pressione sempre più intensa sugli obiettivi di produttività. La mobilitazione era stata proclamata al termine delle assemblee svoltesi il 7 settembre, durante le quali i dipendenti hanno fatto il punto su un confronto con l'azienda che si protrae da mesi senza risposte ritenute adeguate.

Le richieste avanzate riguardano un piano condiviso di assunzioni con numeri e tempi certi, la stabilizzazione di una quota dei lavoratori a tempo determinato e la possibilità, su base volontaria, di incrementare l'orario per il personale part-time. I sindacati denunciano inoltre che il ricorso ai contratti a termine copre ormai periodi che sfiorano i sette mesi, un elemento che a loro avviso dimostra come non si tratti di esigenze legate a picchi di attività, bensì di una carenza strutturale di personale.

A Roma, un centinaio di dipendenti ha animato un presidio in piazza Capranica, a pochi passi dallo store di via del Corso, dietro uno striscione che recitava «Tutto esaurito, anche noi. Apple cresce. Gli organici no». A Milano, in piazza Liberty, i lavoratori in protesta si sono ritrovati davanti al negozio mentre i clienti facevano la fila per acquistare i nuovi dispositivi.

«Apple non può celebrare i profitti e ignorare chi li rende possibili», ha dichiarato Francesco Muci, operatore della Fisascat Cisl nazionale, aggiungendo che «il successo del gruppo si traduca in lavoro stabile, rispetto e dignità». Il sindacalista ha poi definito la partecipazione allo sciopero «un segnale che l'azienda deve ascoltare», chiedendo un confronto capace di produrre «impegni verificabili e tempi certi».

La contrapposizione si inserisce in un contesto finanziario per Apple di particolare solidità. I sindacati hanno più volte sottolineato il divario tra l'andamento economico della multinazionale, che a livello globale registra vendite e profitti in crescita e una capitalizzazione che si aggira sui 5.000 miliardi di dollari, e le condizioni di chi opera nei punti vendita.

Da parte sua, Apple ha diffuso una nota in cui afferma di «impegnarsi a fornire un'esperienza eccellente a clienti e team» e di essere «orgogliosa di offrire a chi è parte del nostro team compensi e benefit tra i migliori del settore, oltre a programmi dedicati per supportare collaboratori, collaboratrici e clienti nel corso di tutto l'anno». L'azienda ha inoltre precisato che gli store fisici e online sono rimasti aperti durante la giornata di mobilitazione.

Lo sciopero è coinciso con l'arrivo nei negozi italiani dell'iPhone 18 Pro e dell'iPhone 18 Pro Max, presentati da Apple nel corso del tradizionale evento di settembre, il primo guidato dal nuovo amministratore delegato John Ternus, subentrato a Tim Cook alla guida dell'azienda. Il modello Pro, nella configurazione base da 256 GB, è in vendita a 1.489 euro, mentre il Pro Max parte da 1.639 euro. Per la configurazione top di gamma da 2 TB del modello Pro Max il prezzo sale fino a 3.139 euro.

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