Morte di Simona Cinà, la procura smentisce le fake news: "Alcolici sequestrati, due ragazzi hanno cercato di salvarla"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli investigatori che stanno indagando sulla morte di Simona Cinà, la pallavolista ventenne trovata senza vita nella piscina di una villa di Bagheria durante una festa, hanno confermato il ritrovamento di alcolici all’interno dell’abitazione. Un dettaglio che contrasta con le dichiarazioni della famiglia, la quale aveva sollevato dubbi sull’assenza di bottiglie diverse dall’acqua e su altri elementi ritenuti "anomali".

La procura di Termini Imerese, che sta conducendo le indagini per omicidio colposo a carico di ignoti, ha voluto chiarire alcuni punti fondamentali, respingendo quelle che ha definito "fake news". Contrariamente a quanto circolato, non tutti i presenti avrebbero ignorato il malore della ragazza: due giovani, stando alle ricostruzioni degli inquirenti, si sarebbero tuffati nel tentativo di soccorrerla. Inoltre, la zona della piscina non sarebbe stata alterata per cancellare prove, come invece ipotizzato da alcuni.

Quanto agli alcolici, la magistratura ha precisato che le bottiglie sono state sequestrate e che gli stessi vestiti di Simona, inizialmente indicati come scomparsi, sono in realtà sotto sigillo. "Non è vero che non siano stati trovati", si legge nella nota diffusa dalla procura, che ha voluto ribadire come gli elementi acquisiti finora smentiscano diverse versioni circolate nei giorni scorsi.

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