Torino, la svolta dell’Olimpico passa dal “partenariato pubblico-privato”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il futuro dell’impianto che ospita le partite casalinghe del club granata, lo Stadio Olimpico Grande Torino, è entrato ufficialmente in una fase operativa. La società ha rotto gli indugi, come testimoniano le carte depositate stamattina alla Divisione Patrimonio del Comune: una manifestazione di interesse preliminare, che funge da apripista per una successiva “proposta di partenariato pubblico privato mediante finanza di progetto”. Non si tratta, però, di una semplice richiesta di rinnovo della concessione, né di una trattativa per l’acquisto diretto del bene; l’intenzione dichiarata è quella di abbracciare uno sviluppo strategico che coinvolga non soltanto l’Olimpico, ma anche il Centro Sportivo Robaldo, la “casa” delle giovanili granata.

A sostegno di questa operazione, che richiede competenze tecniche e progettuali di alto profilo, c’è un’alleanza prestigiosa. Il Torino Football Club e il Politecnico di Torino hanno siglato un protocollo d’intesa, finalizzato proprio alla redazione del progetto di valorizzazione dei due impianti. È una mossa che mira a dare sostanza alla “finanza di progetto”, uno strumento giuridico che permette ai privati di intervenire su beni pubblici. Come spiegato in una nota ufficiale, la collaborazione con l’Ateneo torinese permetterà al club di elaborare una proposta concreta, che dovrà essere presentata alla Città di Torino per la riqualifica delle strutture e, come previsto dal piano d’ambito, anche dei territori che le circondano.

Un primo passo, in attesa della proposta formale

L’amministrazione comunale, nella persona del sindaco, ha preso atto della comunicazione ricevuta e si è già detta disponibile a valutare i dettagli che il club presenterà nelle prossime settimane. Se si considera che l’attuale contratto di affitto dell’Olimpico scadrà a dicembre, e che entro giugno la società dovrà comunicare alla Lega Calcio quale impianto utilizzerà per il prossimo campionato, i tempi stringono e questa manifestazione di interesse rappresenta una tappa obbligata. Il primo cittadino ha definito la mossa come un ulteriore passo avanti, soprattutto alla luce della recente liberazione dell’Olimpico da un’ipoteca ventennale che ne appesantiva la gestione.

Il modello della finanza di progetto e il ruolo del Politecnico

L’elemento che distingue questa trattativa dalle mere compravendite è proprio la struttura del partenariato pubblico-privato. In concreto, non si parla di una cessione secca del bene, ma di un intervento sistemico: il club granata metterà sul tavolo risorse e know-how per riqualificare lo stadio, che versa in uno stato di usura dovuto al passare del tempo (sono passati ormai oltre vent’anni dalla ristrutturazione per le Olimpiadi), e contestualmente modernizzerà il centro sportivo Robaldo. Il Politecnico, da parte sua, garantisce la scientificità del progetto; come sottolineato dai vertici dell’ateneo, l’obiettivo è esplorare nuove traiettorie di innovazione nel contesto regolato dalla specifica normativa sugli stadi, interpretando i regolamenti per coniugare sostenibilità ambientale e qualità sociale.

Le reazioni del Comune e la strategia del club

Palazzo Civico resta in attesa di conoscere i numeri e i dettagli di questa “proposta di partenariato”. Il sindaco ha espresso soddisfazione per l’inclusione del Robaldo nel progetto, una struttura spesso dimenticata ma fondamentale per il vivaio, e ha auspicato che l’operazione possa rivelarsi strategica per la valorizzazione di luoghi simbolo del calcio torinese. Per quanto riguarda la società, il presidente ha parlato di un lavoro portato avanti da tempo, ribadendo che la collaborazione con il Politecnico rappresenta la chiave per sviluppare un progetto credibile e sostenibile, coerente con l’iter previsto dalla “Legge Stadi”.

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