Le tensioni tra Usa e Cina frenano le Borse, Elkann perde tre miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ritorno dei venti di crisi tra Stati Uniti e Cina, i quali hanno spinto al ribasso Wall Street, ha prodotto un effetto a catena trascinando nella zona negativa anche le piazze europee. Gli indici del Vecchio Continente, che fino a poche ore prima del fixing avevano mostrato cali contenuti, hanno chiuso la seduta con perdite spesso superiori all’uno percentuale, appesantiti in particolare dal tonfo dei titoli legati all’automotive e al settore degli idrocarburi. In questo contesto, del tutto sfavorevole, Piazza Affari si è distinta in negativo lasciando sul terreno un cospicuo 1,74%, uno dei peggiori risultati tra i principali listini.

Il pesante contraccolpo per Exor

La tensione geopolitica, che inevitabilmente si ripercuote sugli scambi commerciali e sulle prospettive di crescita, ha colpito con particolare durezza la galassia Exor di John Elkann. Nell’arco di soli due giorni, la holding degli Agnelli-Elkann ha visto volatilizzare quasi tre miliardi di patrimonio netto, un dato che la dice lunga sull’impatto dei crolli borsistici dei titoli automobilistici di cui è principale azionista. Di questo passo, se le turbolenze dovessero protrarsi, c’è chi teme ripercussioni più ampie sugli investimenti industriali.

Ferrari e Stellantis in forte difficoltà

A confermare la tendenza negativa, dopo la pesante flessione del 15% registrata giovedì – in seguito alla presentazione di un piano strategico fino al 2030 che non ha convinto gli analisti –, Ferrari ha chiuso anche la seduta successiva in territorio negativo, cedendo un ulteriore 2,77%. Un calo che, sebbene meno pronunciato, ha comunque contribuito ad aggravare le perdite complessive. Parallelamente, anche Stellantis ha subito pressioni vendite, riflettendo una giornata nera per un intero settore, quello auto, messo a dura prova dalle nuove dinamiche globali.

Il rally dell’intelligenza artificiale non conosce sosta

Mentre una parte dei mercati fatica, prosegue invece inarrestabile il rally trainato dall’intelligenza artificiale, che continua a segnare record su diversi asset. Nuovi massimi storici sono stati toccati sia dal bitcoin sia dall’oro, il quale ha per la prima volta superato la soglia psicologica dei quattromila dollari. A dominare la scena è proprio l’effetto intelligenza artificiale, alimentato da accordi miliardari come quelli tra il colosso dei microchip Nvidia e OpenAI, oppure tra AMD e la stessa OpenAI, i quali gettano continuamente benzina su un fuoco che sembra inestinguibile, trainando volumi di investimento senza precedenti.

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