Truffe su Booking e OTA, ora i criminali informatici plagiano le prenotazioni autentiche
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Redazione Economia
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Con l'avvicinarsi delle vacanze estive, e l'aumento esponenziale delle prenotazioni online, il fenomeno delle truffe informatiche legate al mondo dei viaggi sta subendo una pericolosa evoluzione. Non si tratta più soltanto di quelle e-mail piene di errori grammaticali o di messaggi sospetti facilmente riconoscibili, ma di vere e proprie operazioni di ingegneria sociale che sfruttano dati reali per colpire i viaggiatori.
Le comunicazioni fraudolente, ormai, contengono dettagli precisi come il nome della struttura ricettiva, le date del soggiorno e persino il numero di prenotazione, elementi che un tempo erano considerati la prova dell'autenticità di una comunicazione. Questo salto di qualità rende il fenomeno particolarmente insidioso, poiché il messaggio non appare più come un tentativo di frode, ma come un avviso legittimo proveniente dalla piattaforma o dall'hotel stesso, abbassando drasticamente le difese dell'utente medio.
La nuova frontiera del phishing: il "Breach Booking"
La vulnerabilità che ha permesso questa escalation è stata identificata come "breach booking", un termine che indica l'accesso non autorizzato ai dati delle prenotazioni. Secondo quanto riportato da diverse fonti e segnalazioni raccolte da associazioni di consumatori come Codici, il punto di partenza di questa ondata di frodi è stato un attacco informatico subito da Booking.com, reso noto dalla piattaforma stessa ad aprile del 2026.
In quell'occasione, l'azienda aveva avvertito i clienti che "terze parti non autorizzate" avevano potuto accedere a informazioni personali come nomi, indirizzi e-mail, numeri di telefono e dettagli delle prenotazioni. Sebbene Booking.com abbia assicurato che i dati finanziari non sono stati compromessi, l'accesso a queste informazioni si è rivelato più che sufficiente per i criminali informatici.
A partire da quel momento, numerosi utenti hanno iniziato a ricevere messaggi via WhatsApp, SMS o e-mail da presunti host o dalla stessa piattaforma, con un livello di personalizzazione tale da rendere quasi impossibile distinguere il vero dal falso.
Numeri da capogiro e un bersaglio preciso: i giovani
La portata del fenomeno è impressionante e colpisce un numero sempre crescente di italiani. Secondo un'indagine condotta da Facile.it in collaborazione con l'istituto EMG, nell'arco degli ultimi dodici mesi sono stati più di 4,3 milioni gli italiani che hanno subito una truffa o un tentativo di frode legato a viaggi e soggiorni, con un danno economico complessivo stimato intorno ai 195 milioni di euro. I dati, sebbene allarmanti, raccontano solo una parte della storia.
La ricerca di Kaspersky, che ha monitorato il periodo compreso tra il secondo trimestre del 2025 e il primo del 2026, ha registrato quasi 270.000 tentativi di attacco informatico che sfruttavano il nome di famosi marchi del turismo e dei trasporti, con il settore dei trasporti e delle compagnie aeree come principale bersaglio. Contrariamente a quanto si possa pensare, a cadere nella trappola non sono solo gli utenti meno esperti, ma soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni.
In questa fascia d'età, la percentuale di chi ha subito una frode raggiunge il 44,6%, un dato che supera di gran lunga la media nazionale del 14% e che suggerisce come la maggiore dimestichezza con il digitale si traduca, paradossalmente, in una minore attenzione ai rischi connessi.
L'inganno perfetto: come funzionano le truffe
Il meccanismo della truffa è subdolo e si basa su un mix di dati reali e pressione psicologica. I truffatori, dopo aver ottenuto l'accesso ai dati delle prenotazioni, contattano i viaggiatori fingendo di essere la struttura ricettiva o la piattaforma stessa. La comunicazione, che riporta il nome dell'ospite, la struttura, le date e il numero di prenotazione, informa di un presunto problema con il pagamento o la necessità di una "verifica della carta di credito" per evitare la cancellazione del soggiorno.
A questo punto, viene fornito un link che reindirizza verso un sito fraudolento, una copia perfetta dell'interfaccia di Booking.com, dove l'utente viene invitato a inserire i propri dati bancari e le credenziali di accesso. In altri casi, la truffa prevede il pagamento di un acconto per una casa vacanza inesistente, pubblicizzata con foto rubate da altri annunci e prezzi estremamente competitivi.
La fretta e l'urgenza sono le armi principali dei criminali, che spingono le vittime a prendere decisioni affrettate senza effettuare i dovuti controlli.
Come difendersi: i consigli delle autorità
Di fronte a questa minaccia in continua evoluzione, le autorità e le associazioni di consumatori hanno diffuso una serie di raccomandazioni per aiutare i viaggiatori a proteggersi. La regola d'oro, ribadita all'unanimità, è quella di non cliccare mai su link ricevuti tramite WhatsApp, SMS o e-mail per effettuare pagamenti o verificare i propri dati. Booking.com, così come altre piattaforme, non chiederà mai ai propri clienti di condividere i dettagli della carta di credito o di effettuare bonifici bancari al di fuori dei canali ufficiali.
È sempre consigliabile accedere al proprio account digitando manualmente l'indirizzo del sito nel browser o utilizzando l'app ufficiale, per verificare lo stato della prenotazione e contattare la struttura tramite i recapiti forniti dalla piattaforma. Inoltre, è fondamentale diffidare dalle offerte con prezzi troppo bassi e dai pagamenti anticipati tramite bonifico, che sono strumenti difficilmente tracciabili.
La Polizia Postale e le piattaforme stesse, come Airbnb, hanno intensificato le campagne di sensibilizzazione, invitando gli utenti a verificare la veridicità degli annunci, a leggere attentamente le recensioni e a controllare l'URL del sito prima di inserire qualsiasi dato personale. La consapevolezza e la calma restano, in ultima analisi, le difese più efficaci contro un nemico che si nasconde dietro la fiducia e la fretta dei vacanzieri.
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