Il castello senese hackerato su Booking: prenotazioni false per un appartamento fantasma a Roma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quello che doveva essere uno strumento per accogliere turisti da tutto il mondo si è trasformato in un incubo digitale per il Castello di Selvole, agriturismo di Castelnuovo Berardenga gestito dall’ex inviato del Sole 24 Ore Guido Busetto e dalla moglie Nobuko. La vicenda, che ha dell’incredibile, vede il profilo Booking della struttura essere stato hackerato e trasformato nella vetrina di un appartamento fantasma situato a due passi dal Colosseo, a Roma.

Un attacco informatico che ha generato un giro d’affari illecito stimato intorno ai 360mila euro e che ha causato danni per circa 150mila euro ai legittimi proprietari, i quali ora si ritrovano anche a dover fronteggiare le richieste di commissione da parte della stessa piattaforma di prenotazioni.

L’attacco hacker e il modus operandi

L’alta stagione estiva, tradizionalmente tempo di vacanze e spostamenti, si è rivelata quest’anno un periodo particolarmente prolifico per i cybercriminali, che hanno preso di mira la nota piattaforma. Nel corso dell’estate si sono moltiplicati i racconti di viaggiatori che, giunti a destinazione, si sono trovati davanti a strutture di altro genere rispetto a quelle prenotate, con episodi segnalati non solo in Italia ma anche in California e in Australia, come riportato da testate locali.

Nel caso specifico del Castello di Selvole, i malfattori sono riusciti a violare le credenziali di accesso del profilo dell’agriturismo, sostituendo le informazioni relative alla struttura senese con dati fasulli riguardanti un alloggio inesistente nei pressi del Colosseo.

Il giro d’affari e le vittime

Centinaia di turisti, provenienti da ogni angolo del mondo, hanno prenotato quello che credevano essere un appartamento nella Capitale, attirati dalla posizione centrale e dalle fotografie verosimili pubblicate dai truffatori. Il giro d’affari messo in piedi dagli hacker avrebbe raggiunto la cifra complessiva di 360mila euro, alimentato da un flusso costante di prenotazioni false che sono state regolarmente pagate dagli ignari clienti.

La scoperta della frode è avvenuta quando i gestori del castello, insospettiti dalla mancata corrispondenza tra le loro disponibilità e le prenotazioni registrate, hanno iniziato a ricevere le prime segnalazioni da parte di viaggiatori che reclamavano un alloggio mai esistito.

Lo scenario attuale e le ripercussioni giudiziarie

La vicenda è stata raccontata dal Corriere Fiorentino e ha messo in luce una dinamica paradossale: non solo i proprietari del Castello di Selvole hanno subito il furto della loro identità digitale e il conseguente danno di immagine, ma ora si trovano a dover gestire anche le richieste di pagamento delle commissioni da parte di Booking, che batte cassa per le prenotazioni effettuate tramite il loro profilo, nonostante queste siano frutto di un attacco informatico.

Nel frattempo, il profilo ufficiale della struttura è stato bloccato dalla piattaforma per evitare ulteriori frodi, ma la situazione rimane complessa per i gestori, che si vedono costretti a districarsi tra la burocrazia digitale e le richieste economiche avanzate da un sistema che, di fatto, è stato complice involontario dell’inganno.

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