Borsa, l'Europa accelera con il tech mentre il greggio resta sopra i 106 dollari
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Redazione Economia
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Le principali Borse europee hanno imboccato la strada dei rialzi dopo un avvio incerto, sostenute dagli acquisti sul comparto tecnologico, mentre gli operatori continuano a monitorare con attenzione l'evoluzione della situazione in Medio Oriente e il conseguente impatto sui prezzi dell'energia. Milano si distingue con un progresso che supera la soglia dell'uno per cento, trainata dalle performance di Technoprobe e Avio.
Milano spinta dal comparto tecnologico
Piazza Affari accelera il passo dopo un'apertura in cauto rialzo. Il Ftse Mib segna un progresso dell'uno per cento sui 52.280 punti per poi proseguire poco sotto quella soglia. A sostenere gli acquisti sono i titoli del comparto tecnologico, con Technoprobe che mette a segno un balzo superiore al cinque per cento e StMicroelectronics che avanza di oltre due punti e mezzo. Bene anche Avio, in rialzo di circa tre punti percentuali, in una seduta che vede il listino milanese muoversi in controtendenza rispetto alla debolezza della vigilia.
Le banche contribuiscono al rialzo, insieme al comparto assicurativo.
Il quadro europeo e i timori legati all'energia
Londra guadagna lo 0,42 per cento, Parigi resta sostanzialmente stabile con una variazione negativa dello 0,05 per cento, mentre Francoforte cede lo 0,01 per cento. L'indice paneuropeo Stoxx 600 avanza dello 0,31 per cento. A pesare sui listini sono il caro greggio e i rendimenti obbligazionari elevati, con il Treasury decennale statunitense che ha superato il 5,27 per cento, ai massimi da diciannove anni.
Il timore degli investitori è che un ulteriore rincaro dei prezzi energetici possa alimentare nuove spinte inflazionistiche, con possibili ripercussioni sulle decisioni delle banche centrali in materia di tassi d'interesse. Lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 94 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,56 per cento.
Petrolio ancora in rialzo
Sul fronte delle materie prime, il rally del petrolio mostra una lieve decelerazione ma i prezzi restano su livelli elevati. Il Brent si attesta in area 106,5 dollari al barile con un rialzo dell'1,2 per cento, mentre il Wti si posiziona a 93,5 dollari con un progresso dell'uno per cento. L'assenza di segnali concreti per una svolta in Medio Oriente continua a sostenere le quotazioni del greggio, che rimangono il principale fattore di preoccupazione per gli operatori.
L'attenzione resta concentrata sullo stretto di Hormuz e sulle condizioni per la riapertura di una delle rotte marittime più importanti al mondo per il trasporto di petrolio.
Le trattative tra Stati Uniti e Iran
Sullo sfondo resta il negoziato indiretto tra Washington e Teheran, con il Qatar nel ruolo di mediatore. Il presidente americano Donald Trump ha espresso l'aspettativa di ulteriori colloqui nel corso della settimana, dopo aver respinto la proposta iraniana di una tregua di sette giorni. Il piano presentato da Teheran prevede la fine delle ostilità su tutti i fronti, la revoca del blocco navale, la fine della guerra economica e il rilascio dei beni iraniani congelati, in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha riferito che i colloqui con la parte americana si sono svolti attraverso la mediazione del Qatar, con l'obiettivo di comunicare in modo chiaro le condizioni di Teheran.
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