Borsa, Milano in rosso, Trump spinge il tech
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Redazione Economia
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Le Borse europee hanno chiuso la seduta del 22 gennaio in ordine sparso, influenzate dalle tensioni legate alle possibili decisioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in merito ai dazi. L'annuncio di un significativo investimento degli Stati Uniti in infrastrutture per l'intelligenza artificiale ha attirato l'attenzione degli investitori, ma non è bastato a risollevare Piazza Affari, che ha chiuso in calo dello 0,57%, appesantita dalle vendite su banche e utility.
In particolare, la Borsa di Milano si è distinta negativamente rispetto alle altre principali piazze europee, con il Ftse Mib che ha chiuso a 35.850 punti base. Le vendite su banche e utility hanno pesato sull'andamento del listino, mentre Prysmian e Leonardo hanno registrato buone performance. Francoforte e Parigi, invece, hanno chiuso in rialzo rispettivamente dell'1,01% e dello 0,86%, mentre Londra è rimasta pressoché invariata con un +0,04%.
Gli investitori continuano a monitorare attentamente le politiche del nuovo presidente degli Stati Uniti, cercando di capire quale impatto avranno sul commercio internazionale. La minaccia dei dazi, sebbene per ora limitata a Messico e Canada, preoccupa i mercati, che temono ripercussioni più ampie. Nel frattempo, il piano di Trump per il rilancio del settore tecnologico ha dato una spinta al Nasdaq, che si avvicina a nuovi record, e ha sostenuto il Dax tedesco.
In questo contesto di incertezza, le Borse europee faticano a trovare un passo comune, con chiusure contrastate e una volatilità che caratterizza le prime sedute dell'anno.




