Borsa, il crollo del Kospi travolge i titoli hi-tech ma Milano resiste con la old economy

Borsa, il crollo del Kospi travolge i titoli hi-tech ma Milano resiste con la old economy
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una nuova ondata di vendite ha investito i mercati finanziari globali, con il settore tecnologico ancora una volta al centro della tempesta, partita dalla Corea del Sud per estendersi con effetti a catena in Europa e negli Stati Uniti. L'indice Kospi di Seul ha subito un tracollo, perdendo quasi il 9% in una seduta, e questo terremoto finanziario ha avuto ripercussioni immediate sui listini occidentali, dove i titoli legati all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori sono stati presi d'assalto dagli investitori in cerca di realizzo.

La tempesta che viene da Seul

Il crollo del Kospi, che ha visto la perdita di quasi un decimo del suo valore in una sola giornata, è stato il segnale di un improvviso cambio di sentiment nei confronti del comparto tecnologico, considerato da molti ormai troppo caro.

A trascinare verso il basso l'indice sudcoreano sono stati i due giganti dei semiconduttori, Samsung Electronics e SK Hynix, il cui peso combinato rappresenta circa la metà dell'intera capitalizzazione del listino di Seul; in particolare, le azioni di SK Hynix hanno accusato un tonfo del 15% nella sessione mattutina, con una flessione proseguita anche sul mercato americano dove i suoi American Depositary Receipts hanno ceduto il 6,2%, nonostante il brillante debutto di venerdì scorso, quando il titolo aveva chiuso in rialzo del 13%.

L'effetto domino sul tech globale

L'ondata ribassista partita da Seul si è rapidamente propagata agli altri mercati, alimentata dal timore che gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale non stiano producendo i ritorni attesi, un dubbio che sta serpeggiando tra gli operatori e che ha reso il comparto particolarmente vulnerabile a ogni segnale di debolezza.

Così, se a Wall Street il Nasdaq ha ceduto lo 0,8% e i futures sul Nasdaq 100 hanno segnato un calo dell'1%, anche in Europa le vendite hanno colpito duramente i titoli hi-tech: a Milano StMicroelectronics ha perso lo 0,76% e Prysmian l'1,26%, mentre ad Amsterdam i cali sono stati ancora più pesanti per ASML (-1,8%), BE Semiconductor (-3,2%) e ASM International (-2,3%), e a Francoforte Infineon ha chiuso in ribasso del 2,9%.

Piazza Affari e la difesa della vecchia economia

In questo contesto di marcata avversione al rischio per il comparto tecnologico, Piazza Affari ha saputo però ritagliarsi una posizione di relativa forza, chiudendo la seduta in positivo con il Ftse Mib in progresso dello 0,37% a quota 52.809 punti, dimostrando una capacità di tenuta che ha sorpreso gli analisti.

A sostenere l'indice milanese sono stati gli acquisti sui titoli della cosiddetta old economy, a cominciare dal settore energetico dove Eni ha messo a segno un robusto rialzo del 3,88%, seguita da Tenaris con un +1,7%, mentre il comparto bancario si è mantenuto ben impostato con Finecobank in testa (+1,8%) sulle voci di un presunto interesse da parte di UniCredit, che invece ha fatto eccezione chiudendo in calo dello 0,5%.

Ha contribuito al buon andamento del listino anche Stellantis, che ha guadagnato il 2% dopo aver comunicato previsioni di consegne globali in aumento del 10% nel secondo trimestre, un dato che ha superato le aspettative del mercato e che ha premiato il titolo tra gli investitori.

Il petrolio e il gas nel mirino delle tensioni mediorientali

A inasprire ulteriormente il clima di incertezza sui mercati finanziari, contribuendo a deviare i flussi verso i beni rifugio e i titoli energetici, sono state le rinnovate tensioni in Medio Oriente, con gli scambi militari tra Stati Uniti e Iran e le incertezze sul controllo dello Stretto di Hormuz che hanno fatto schizzare verso l'alto i prezzi delle materie prime energetiche.

Il prezzo del petrolio Brent è salito del 4,9% a 79,76 dollari al barile, mentre il Wti ha guadagnato il 5% a quota 74,96 dollari, e il gas naturale ha fatto registrare un netto rialzo, con il metano ad Amsterdam che ha raggiunto i 51,64 euro al megawattora, segnando un incremento del 6,1%.

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