Milano resiste in Borsa, trainata dagli industriali e dal vento delle Big Tech
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Redazione Economia
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Mentre le principali piazze finanziarie europee, ancora influenzate dalle recenti decisioni della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea, mostrano segnali di incertezza e si muovono in territorio negativo, la Borsa di Milano naviga in solitaria, distinguendosi per una tenuta che, a metà seduta, si attesta su un incremento dello 0,2 per cento. Questo andamento, che appare in controtendenza rispetto al clima generale del Vecchio Continente, è sostenuto principalmente dal settore degli industriali, i quali forniscono una spinta propulsiva al listino, compensando le debolezze di altri comparti. Intanto, oltreoceano, i future di Wall Street viaggiano in rialzo, spinti da un duplice fattore: i conti trimestrali di Amazon e Apple, che hanno superato le attese degli analisti, e il nuovo, mastodontico accordo siglato da Nvidia con colossi sudcoreani come Samsung, Hyundai e Sk Group.
Il quadro europeo e il peso delle politiche monetarie
L’atmosfera che si respira in Europa è di attesa e di cautela, con i mercati che faticano a trovare una direzione precisa dopo gli ultimi annunci delle banche centrali. Jerome Powell, confermando una linea prudente, ha infatti raffreddato le aspettative di un imminente taglio dei tassi da parte della Fed già a dicembre, una mossa che molti operatori stavano invece valutando come concreta; questa posizione, di conseguenza, ha contribuito a stabilizzare i rendimenti dei Treasury, senza però fornire quel segnale di svolta che in molti si auguravano. Sul fronte interno, un dato che incide sulla percezione degli investitori è quello relativo all’inflazione, la quale, secondo le rilevazioni dell’Istat, ha mostrato a ottobre un sensibile rallentamento, offrendo un barlume di sollievo in un contesto ancora caratterizzato da tensioni sui prezzi.
I conti delle Big Tech e l'accordo storico di Nvidia
A fornire ossigeno ai mercati globali, nonostante le incertezze macroeconomiche, sono giunti i risultati trimestrali di due giganti della tecnologia statunitense. Amazon ha registrato un incremento delle vendite del 13 per cento, raggiungendo i 180,2 miliardi di dollari e superando le previsioni degli analisti, che si attestavano su 177,8 miliardi. Parallelamente, Apple ha comunicato un fatturato in crescita dell’8 per cento, toccando i 102,5 miliardi, una cifra lievemente superiore al consensus di 102,2 miliardi. Ma la notizia che ha catturato l’attenzione degli operatori, generando un’ondata di ottimismo, è il maxi-accordo da 260.000 chip per l’intelligenza artificiale firmato da Nvidia, la cui portata, definita da molti storica, è destinata a rifornire i progetti di AI in Corea del Sud, consolidando ulteriormente il primato dell’azienda in un settore in fortissima espansione.
Il caso Intesa Sanpaolo e i movimenti del listino
Sul fronte dei singoli titoli, non mancano le note dissonanti all’interno del quadro positivo di Piazza Affari. Intesa Sanpaolo, una delle istituzioni creditizie più rappresentative del Paese, ha infatti mostrato un andamento in controtendenza, segnando un calo dopo la pubblicazione dei propri conti. Questo movimento ribassista, che si inserisce in una giornata per altri versi positiva, dimostra come le performance dei singoli emittenti possano divergere sensibilmente dall’andamento generale dell’indice, risentendo di dinamiche specifiche e di valutazioni legate ai bilanci presentati.




