I big tech alla corte di Trump

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 20 gennaio, durante l'insediamento di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti, una foto navigabile del New York Times ha catturato l'attenzione del pubblico, mostrando i volti dei più importanti imprenditori della Silicon Valley. Tra questi, spiccano Mark Zuckerberg, CEO di Meta, Jeff Bezos, fondatore di Amazon e Blue Origin, Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, Elon Musk, CEO di Tesla e SpaceX, e Tim Cook, CEO di Apple. Questi leader dell'innovazione e dell'intelligenza artificiale, tutti schierati in alto a sinistra nella foto, rappresentano il potere tecnologico che ha ormai un ruolo centrale nella politica statunitense.

Non solo Musk e Zuckerberg, ma anche Bezos e Pichai, ovvero Tesla, Facebook, Amazon e Google, erano presenti al giuramento del nuovo presidente. La foto, diventata subito virale, ha immortalato questi imprenditori mentre assistevano alla cerimonia, sottolineando l'importanza del settore tecnologico nell'era Trump. John Elkann, presidente di Stellantis e facente funzioni di CEO dopo le dimissioni di Tavares, ha incontrato Trump a Washington, discutendo delle questioni legate all'automotive, influenzate dalle politiche di dazi e tagli agli incentivi annunciate dalla nuova amministrazione.

Elkann, che ha donato un milione di euro per la cerimonia di insediamento, ha trascorso quattro giorni a Washington, incontrando Trump e altri funzionari della nuova amministrazione. La presenza di questi imprenditori tech alla cerimonia di insediamento di Trump, tra cui anche i leader di aziende globali come Amazon, Apple, OpenAI, Google e Meta-Facebook, evidenzia il ruolo sempre più centrale della tecnologia nella politica statunitense.

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