Trump firma ordine esecutivo contro la Corte penale internazionale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone sanzioni alla Corte penale internazionale (Cpi), accusandola di aver intrapreso "azioni illegali e infondate" contro gli Stati Uniti e Israele, definito come "stretto alleato" dell'America. Il provvedimento, reso noto dalla Casa Bianca, vieta l'ingresso negli Stati Uniti ai funzionari, ai dipendenti e agli agenti della Cpi, nonché ai loro familiari più stretti e a chiunque sia ritenuto coinvolto nelle indagini della Corte. La mossa, che ha suscitato reazioni contrastanti, arriva in un momento di crescente tensione tra Washington e l'organismo internazionale, che ha sede all'Aia.

La Cpi, istituita nel 2002 per perseguire crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidi, ha definito le sanzioni un "attacco alla sua indipendenza". In una nota, la Corte ha sottolineato che il suo lavoro è guidato dai principi di giustizia e legalità, ribadendo che continuerà a operare senza influenze esterne. "Le sanzioni rappresentano un tentativo di intimidazione", si legge nella dichiarazione, "ma non ci fermeranno nel nostro impegno a garantire giustizia per le vittime di crimini internazionali".

Israele, che non ha mai riconosciuto la giurisdizione della Cpi, ha accolto con favore la decisione di Trump. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha espresso gratitudine per il sostegno americano, definendo la Corte "parziale" e "politicamente motivata". La Cpi, infatti, sta indagando su presunti crimini di guerra commessi da Israele nei territori palestinesi, un'inchiesta che Tel Aviv considera priva di legittimità.

Dall'altra parte, l'Unione Europea ha espresso forte sostegno alla Cpi. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha twittato che la Corte "garantisce l'accertamento delle responsabilità per i crimini internazionali e dà voce alle vittime in tutto il mondo". Von der Leyen ha aggiunto che l'Europa sosterrà sempre la giustizia e il rispetto del diritto internazionale, sottolineando l'importanza di un organismo indipendente nella lotta contro l'impunità globale.

Nel frattempo, l'Iran ha condannato le sanzioni statunitensi, definendole "illegali" e "ingiustificate". Le misure, che colpiscono la vendita di petrolio greggio iraniano alla Cina, sono state interpretate da Teheran come un ulteriore tentativo di pressione economica e politica. Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran, ha avvertito che qualsiasi attacco alla sicurezza nazionale iraniana verrà contrastato senza esitazione.

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