Il lungo inverno di Quartararo: la Yamaha V4 arranca a Buriram, tra gesti di stizza e veri cronometro
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Redazione Sport
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Il rientro in sella di Fabio Quartararo, reduce dall’intervento chirurgico al dito della mano destra rimediato durante i test di Sepang, si è trasformato in un brusco risveglio sulle asfalto thailandese di Buriram. Il nuovo corso della Yamaha, quello segnato dall’abbandono del storico quattro cilindri in linea per abbracciare la filosofia del V4, sembra per ora un salto nel buio piuttosto che quel passo in avanti tanto atteso per tornare a competere con le Ducati. La frustrazione del francese, classe 2021 iridata, è apparsa subito evidente: un eloquente dito medio rivolto alla sua M1 mentre percorreva la pista -2-9, seguito da un altrettanto significativo momento di sconforto nel box, hanno fatto il giro del mondo, testimoniando un malessere profondo che va oltre il semplice cronometro.
Il primo giorno di prove sul circuito del Chang International Circuit ha restituito una fotografia impietosa per la Casa di Iwata. I riscontri cronometrici parlano chiaro: un distacco di oltre un secondo dalle vette della classifica, con Quartararo relegato in diciottesima posizione e il migliore dei piloti Yamaha, Jack Miller, solamente diciassettesimo -3-4. Non è solo questione di giro secco, perché è sul passo gara che emergono le difficoltà maggiori. Lo stesso Quartararo ha dovuto amaramente constatare come la nuova moto, sulla distanza, sia addirittura più lenta di quella della passata stagione, evidenziando un arretramento tecnico che gli stessi vertici del team non hanno potuto negare -1-7.
Al di là della potenza del nuovo propulsore, che comunque accusa un deficit di velocità di punta rispetto alle rivali (si parla di circa 10 km/h in meno), il nodo cruciale sembra essere la perdita delle caratteristiche che avevano reso grande la M1. Se il motore è un aspetto su cui lavorare, a preoccupare maggiormente il pilota francese è la sensazione generale sulla moto. “Il turning”, ovvero la capacità di inserirsi e percorrere la curva, storicamente un punto di forza della Yamaha, si è trasformato in un tallone d’Achille, unitamente alla mancanza di grip al posteriore -6-7. Un mix micidiale che impedisce a Quartararo di trovare quella confidenza necessaria per spingere e, cosa ancora più grave, come lui stesso ha ammesso, di ritrovare sé stesso in sella -9.
Un inizio di stagione in salita che, inevitabilmente, proietta ombre lunghe sul futuro prossimo. La pazienza di Quartararo, che con la Casa giapponese aveva scelto di rinnovare proprio in virtù delle promesse di questo progetto tecnico, sembra essere stata messa a dura prova. I colloqui con altri marchi, in particolare con una Honda apparsa in crescita durante gli stessi test thailandesi, non sono più un segreto per il paddock -2-3. La strada per rendere la M1 V4 competitiva, ammettono in Yamaha, sarà lunga e complessa: un processo di apprendimento che potrebbe richiedere mesi, se non l’intera stagione -7-8. Una prospettiva che stride con l’urgenza di un campione che, a 26 anni, non vuole più accontentarsi di fare la comparsa.
Il lavoro da certosino sulla base e l’assenza di scorciatoie
Nella seconda giornata di test, complice forse anche lo sfogo del sabato, in casa Yamaha si è cercato di cambiare approccio. L’attenzione si è spostata dalla continua sperimentazione di componenti (aerodinamica, telai) alla ricerca di un assetto di base stabile e riproducibile -6-8. Un lavoro meticoloso, quasi da certosini, che ha portato Quartararo a utilizzare un solo muletto per l’intera giornata, concentrandosi sulle regolazioni fini e cercando di dare un senso a quelle sensazioni contrastanti che gli arrivavano dall’asfalto. Tuttavia, la consapevolezza di non essere pronti per l’inizio del campionato, che prenderà il via tra pochi giorni proprio su questa pista, rimane intatta e viene ribadita senza giri di parole.
La nuova architettura del motore, che comporta un differente bilanciamento e una diversa distribuzione dei pesi, ha stravolto il DNA della M1, e il processo di messa a punto è reso ancor più complesso dai limiti di utilizzo imposti ai propulsori per ragioni di affidabilità -5-7. Una situazione paradossale, se si pensa che la Yamaha aveva intravisto nel V4 la soluzione per colmare il divario, e che invece al momento si ritrova a fare i conti con un passo indietro rispetto al passato. Quartararo, nel parlare con il rookie Toprak Razgatlioglu, ha esortato il turco ad avere pazienza, ben sapendo che il percorso di apprendimento per un nuovo pilota si somma alle difficoltà intrinseche di una moto ancora in fase di definizione -6. Una fase che rischia di condizionare non solo l’umore del box, ma anche le scelte di mercato del suo pilota di punta, sempre più tentato da lidi che oggi sembrano offrire maggiori certezze.




