Mps, Lovaglio: “Valuteremo tutte le opzioni” dopo le offerte di Intesa e Banco Bpm

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, è tornato a parlare pubblicamente per la prima volta dopo il lancio dell'OPAS da parte di Intesa Sanpaolo e la proposta di fusione avanzata da Banco BPM, aprendo di fatto a tutte le soluzioni possibili pur ribadendo la necessità di tutelare l'indipendenza dell'istituto senese e la concorrenza nel settore.

L'occasione è stata la Mediobanca CEO Conference, dove il manager ha voluto sottolineare come il consiglio di amministrazione sia pienamente impegnato ad analizzare ogni opzione nell'interesse degli azionisti e di tutti gli stakeholder, confermando al mercato il proprio dovere di valutare con attenzione le mosse ricevute.

"C'è un processo, ci sono delle regole e voglio attenermi a queste", ha dichiarato Lovaglio, specificando che la cosiddetta passivity rule viene rispettata integralmente poiché esiste per proteggere gli azionisti, e che il compito del board è quello di analizzare, valutare e cercare l'opzione migliore.

Un "gioiello" che alza lo standard delle operazioni

Nel suo intervento, Lovaglio ha rivendicato con forza i risultati raggiunti dalla banca negli ultimi anni, definendola un "gioiello" riconosciuto anche a livello istituzionale, il che rende lo standard di qualsiasi operazione naturalmente più elevato. La rinascita di Montepaschi, ha spiegato, ha riportato l'istituto a essere un operatore di punta e altamente attrattivo, e per questo il management ritiene fondamentale continuare a lavorare per rendere il valore della banca ancora più riconoscibile di quanto non lo sia oggi.

Questa posizione di forza, unita a un Cet1 intorno al 16% e a circa 3 miliardi di capitale in eccesso, offre una flessibilità che deve essere adeguatamente considerata e riconosciuta in qualsiasi operazione che dovesse coinvolgere il Monte.

L'integrazione con Mediobanca procede secondo i piani

Parallelamente alle valutazioni sulle offerte esterne, Lovaglio ha confermato che il processo di integrazione con Mediobanca procede in linea con le tempistiche previste, difendendo la logica industriale dell'operazione che unisce lo storico brand di Mps con quello di Mediobanca per creare un polo in grado di offrire servizi unici e completi.

Il progetto è stato descritto come una delle migliori iniziative per affrontare le sfide del mercato, un'opportunità unica che combina competenze di altissimo livello e che rappresenta un'occasione anche per i dipendenti di far parte di uno dei progetti più interessanti dell'ultimo decennio.

Proprio nella giornata di lunedì, i consigli di amministrazione di Mps, Mediobanca Premier e Wise Dialog Bank hanno approvato all'unanimità il piano di riorganizzazione del gruppo che prevede lo scorporo delle attività di corporate e investment banking e private banking, nonché l'integrazione delle reti di consulenti finanziari, nell'ambito della fusione per incorporazione di Mediobanca.

Consolidamento sì, ma a tutela della concorrenza

Pur riconoscendo che il consolidamento nel settore bancario sia un processo utile e salutare per il Paese, Lovaglio ha posto l'accento sulla necessità di garantire che il mercato sia ben servito da un sistema che assicuri un facile accesso al credito per famiglie, piccole e medie imprese e grandi aziende.

Un buon sistema finanziario, ha argomentato, può servire al meglio il Paese se la concorrenza è forte in tutti i segmenti e con tutta la diversità richiesta in un mercato moderno, e in questa direzione Mps rappresenta uno dei più importanti operatori indipendenti, un bene per i clienti, per i dipendenti e per i territori in cui opera.

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