Lovaglio: «Mps vale più di 30 miliardi, valuteremo tutte le opzioni»
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Redazione Economia
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Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Banca Mps, ha scelto il palcoscenico de "La Terrazza" a San Casciano dei Bagni per la sua prima uscita pubblica dopo il lancio dell'Opas da 30,6 miliardi di euro da parte di Intesa Sanpaolo. E, sebbene il banchiere si sia trincerato dietro il consueto "no comment" imposto dalle regole della passivity rule in attesa del consiglio di amministrazione convocato per giovedì 16 luglio, le sue parole hanno tracciato con chiarezza la linea difensiva dell'istituto senese.
Il riferimento al valore, pur non esplicito, è parso un messaggio diretto a Carlo Messina e alla proposta di Ca' de Sass: il potenziale del Monte dei Paschi, secondo il suo numero uno, è ben superiore ai 30 miliardi di capitalizzazione attuali.
Il valore della banca e la metafora della centrale elettrica
Nel corso del dialogo con il giornalista Pino Di Blasio, durato circa un'ora e mezza, Lovaglio ha rivendicato la forza di un'istituzione che affonda le radici in oltre cinque secoli di storia. "Il potenziale del Monte dei Paschi è molto più alto di quello che esprime la Borsa", ha dichiarato, aggiungendo che "il nostro valore è enorme e non è stato ancora del tutto espresso".
Una dichiarazione che acquista peso se si considera il percorso compiuto dal titolo, passato dai 2 euro dell'aumento di capitale del 2022 agli attuali 11 euro, con una capitalizzazione balzata da 300 milioni a 30 miliardi di euro.
Per rendere l'idea della solidità del gruppo e dei rischi legati a un eventuale smembramento, l'ad ha utilizzato una metafora efficace, paragonando la rete commerciale di Mps a "una grande centrale elettrica che irradia energia", avvertendo che "se poi uno la spezza e fa due centrali deve stare attento perché ci possono essere cali di tensione".
Le regole della passivity rule e il ruolo del cda del 16 luglio
Lovaglio ha più volte ribadito il proprio dovere istituzionale di non anticipare le decisioni che spettano al consiglio di amministrazione, pur confermando che l'iter per l'analisi delle proposte è già iniziato. "C'è una regola che non permette di esprimersi sull'operazione, quello che posso dire è che ovviamente noi continuiamo nella nostra attività e valuteremo tutte le offerte formulate e tutte le opzioni per fare il bene della banca", ha spiegato, facendo riferimento sia all'Opas di Intesa Sanpaolo sia alla proposta di aggregazione alla pari avanzata da Banco Bpm.
L'incontro del 16 luglio rappresenterà il primo momento ufficiale in cui il board entrerà nel merito delle diverse opzioni strategiche, anche se le valutazioni preliminari sono già state affidate agli advisor finanziari e legali della banca.
Il ruolo del governo e la rinascita del Monte dei Paschi
Nel suo intervento, Lovaglio ha riconosciuto il ruolo giocato dal governo nella fase di risanamento dell'istituto, definendo "positivo" l'intervento dello Stato perché impostato secondo una logica industriale. "Il Governo ha fatto una grande cosa perché ha creduto nella Banca, non ha fatto uno spezzatino. Ha deciso di sostenere l'aumento di capitale, che però aveva anche una importante componente privata. È un esempio di intervento dello Stato fatto in un'ottica industriale molto positiva".
Un passaggio che sottolinea la continuità con il passato recente, quando l'esecutivo evitò lo smembramento dell'istituto, e che ora si proietta sulle sfide future, con l'ad che ha ribadito come il suo gruppo dirigente abbia il compito di "far sì che il valore della banca continui a crescere". La banca, ha concluso, "è un'infrastruttura fortissima, ed è una combinazione di capacità dei colleghi ma anche di affezione e di comunità".




