Più libri più liberi, la fiera riapre i battenti tra entusiasmo e polemiche
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si alza il sipario, non senza le nubi delle polemiche che hanno preceduto l'evento, sulla nuova edizione di Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria che fino all'8 dicembre animerà gli spazi della Nuvola dell'Eur a Roma. L'atmosfera, non appena varcati gli ingressi, è quella caotica e vitale delle grandi occasioni, con corridoi invasi da un pubblico giovane e stand letteralmente presi d'assalto da appassionati e curiosi. Un fermento che, stando ai numeri, trova conferma nei 569 editori partecipanti e nel ricchissimo calendario di 700 appuntamenti, sviluppato attorno al tema "Ragioni e sentimenti" scelto dalla curatrice Chiara Valerio. La protesta del Comune di Roma, che ha deciso di disertare l'inaugurazione ufficiale in segno di dissenso verso la presenza di un editore dalle posizioni estreme, non ha dunque intaccato l'affluenza, evidenziando semmai le tensioni che percorrono il settore.
Il programma dell'Arena e le voci della narrativa contemporanea
Cuore pulsante della kermesse, come di consueto, si conferma l'Arena Repubblica Robinson, spazio che in questa prima giornata ha già ospitato nomi di rilievo del panorama civile e culturale italiano. Tra questi, spiccano le presenze di Ilaria Cucchi, Stefano Massini e Gaia Tortora, ciascuno dei quali ha portato il proprio contributo in un dialogo costante con il pubblico. L'arena, del resto, si propone come un vero e proprio osservatorio privilegiato per decifrare le trasformazioni in atto, offrendo un palcoscenico a scrittori, personaggi della politica e dell'attualità che attraverso i libri provano a interpretare la complessità del presente. Gli incontri, che si susseguiranno senza sosta per tutti e cinque i giorni della manifestazione, rappresentano uno degli elementi di maggior richiamo per quella folla di visitatori che, già dalle prime ore, ha creato file insolite e gruppi di discussione spontanei in ogni angolo della struttura.
Il malessere degli editori e il gesto di una casa editrice
Se l'immagine di superficie è quella di un settore vivo e desideroso di confronto, non mancano però segnali di un malessere più profondo, che affonda le radici in questioni ideologiche e di linea editoriale. La polemica sulla partecipazione di certe case editrici, infatti, non è rimasta confinata alle dichiarazioni di voto ma ha portato a un gesto concreto: una casa editrice ha deciso di lasciare l'Associazione Italiana Editori, organizzatrice dell'evento, proprio per protesta. Una scelta radicale che mette in luce le divisioni esistenti all'interno dello stesso mondo dell'editoria indipendente, chiamato a bilanciare il principio della libertà di espressione con la necessità di tracciare confini etici, in un dibattito che oltrepassa i semplici stand fieristici e tocca il cuore del ruolo culturale dell'editore.
La Nuvola come agorà e il pubblico giovane
A dominare la scena, comunque, è l'entusiasmo dei più giovani, vero motore di questa edizione. Centinaia di studenti, molti dei quali accompagnati dai propri insegnanti, hanno affollato sin dal mattino sia gli spazi esterni della Nuvola – in lunghe attese per entrare – sia i suoi ampi corridoi, trasformati in informali sale di lettura e discussione. L'opera architettonica di Massimiliano Fuksas, con le sue forme avveniristiche, assume così le vesti di una moderna agorà, un luogo di incontro e di scambio dove il libro, oggetto fisico e veicolo di pensiero, ritrova una centralità inattesa. È proprio questa energia, fatta di curiosità e di voglia di partecipazione, a tracciare forse la direzione più interessante della fiera, dimostrando come, al di là delle inevitabili controversie, il desiderio di narrazione e di conoscenza rappresenti un bisogno ancora fortemente sentito.




