Riapre a Milano il mercato di Rombon, primo di quindici mercati di quartiere
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Redazione Economia
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Dopo un silenzio durato un decennio, le luci si sono riaccese nel mercato coperto di via Rombon, a Lambrate, segnando non solo la fine di un lungo abbandono ma l'inizio di una strategia articolata che mira a ridisegnare il volto del commercio di prossimità milanese. L'edificio, una costruzione risalente agli anni Sessanta, ha richiesto un investimento di tre milioni e mezzo di euro, una somma che ha superato le previsioni iniziali a causa degli imprevisti incontrati nel consolidamento delle fondamenta, un'operazione necessaria e complessa che ha allungato i tempi di consegna a due anni e mezzo di lavori. Quella che oggi prende il nome di "Foody" non è una semplice riapertura; rappresenta, piuttosto, il prototipo, il modello da cui prenderanno forma tutti gli interventi futuri, un esperimento i cui risultati guideranno il percorso di rinnovamento di altri quattordici spazi simili.
Un format con un'anima per ogni quartiere
Il progetto, che vede Sogemi come attore principale dopo il conferimento dei quindici mercati da parte del Comune lo scorso luglio, si fonda su un investimento complessivo di venticinque milioni di euro. Alessia Cappello, assessora al Commercio di Palazzo Marino, sottolinea come Rombon fungerà da "format" per gli altri mercati, pur precisando che ciascuno di essi svilupperà una propria identità distintiva. "Frutta e verdura varieranno di zona in zona", ha affermato, lasciando intendere come l'offerta alimentare sarà calibrata sulle esigenze specifiche degli abitanti di ogni rione, evitando un'omologazione sterile e promuovendo, al contrario, un carattere unico e riconoscibile per ogni luogo.
Oltre la spesa: la funzione sociale ritrovata
L'obiettivo dichiarato non si limita alla mera vendita di prodotti freschi e di prossimità, sebbene questa rimanga una colonna portante della missione originaria. Si punta, infatti, a riconvertire questi spazi in luoghi di socialità, restituendo alla città dei punti di incontro informali che erano venuti a mancare. La presenza di un insegna come Mondadori all'interno del mercato di Rombon è un indizio di questa volontà di ibridare le funzioni, creando un polo multifunzionale che inviti alla sosta e alla condivisione, oltre che all'acquisto quotidiano. Si tratta di un tentativo di rispondere all'impoverimento dei rapporti umani negli spurbani, ricostruendo quel tessuto di relazioni che storicamente caratterizzava la vita attorno ai banchi del mercato.
La road map per il 2027
Con l'inaugurazione del mercato di Lambrate, prende dunque il via concretamente un piano i cui effetti si dispiegheranno nei prossimi anni. L'orizzonte temporale fissato per il completamento dell'intera operazione, che coinvolge quindici edifici disseminati in diverse aree della città, è il 2027. Un calendario ambizioso, che dovrà fare i conti con le specificità strutturali e le criticità che ogni singolo immobile potrà presentare, come già accaduto per le fondamenta di via Rombon. La sfida, ora, è replicare il modello dimostrando la stessa capacità di adattamento e la stessa attenzione per il contesto urbano in cui ciascun mercato è inserito.




