Fausto e Iaio, l’omicidio del 1978: la giustizia riapre il caso dopo 47 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quella sera del 18 marzo 1978, mentre si dirigevano a un concerto al Leoncavallo, Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci furono uccisi a colpi di pistola in via Mancinelli, a Milano. I due ragazzi, militanti dell’estrema sinistra legata al centro sociale milanese, vennero freddati in un agguato che ancora oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, non ha trovato un colpevole. L’ultima archiviazione, risalente a venticinque anni fa, aveva indicato "elementi indiziari a carico della destra eversiva", ma senza approdare a una verità giudiziaria.

Ora, però, la giudice per le indagini preliminari Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha accolto la richiesta della Procura di Milano, riaprendo ufficialmente il caso. I pm Francesca Crupi e Leonardo Lesti, sulla base di nuove risultanze investigative, potranno riprendere gli accertamenti. A spingere per questa svolta è stata un’informativa della Digos, che ha riportato l’attenzione su un dettaglio chiave: la comparazione dattilografica tra il volantino di rivendicazione lasciato a Roma il giorno dopo i funerali delle vittime e un altro testo, diffuso in occasione dell’attentato alla sezione del Pci di Balduina nel maggio 1979.

Le analisi, condotte con tecniche avanzate rispetto al passato, potrebbero fornire elementi nuovi per ricostruire la pista eversiva che già in precedenza era stata ipotizzata. Non solo: tra le linee d’indagine riemerge anche quella cosiddetta "cremonese", legata a gruppi di estrema destra attivi in quegli anni tra Lombardia ed Emilia.

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