Garlasco, il martello nel canale di Tromello riapre il caso dell’omicidio di Chiara Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di quasi diciotto anni dal delitto che sconvolse Garlasco, un ritrovamento inatteso potrebbe riaccendere i riflettori sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. Si tratta di un martello, rinvenuto in un tratto di roggia a Tromello, vicino a una proprietà legata alle cugine Cappa, Stefania e Paola, già coinvolte nelle indagini di allora. L’oggetto, di cui si era persa traccia nella casa della vittima, è ora al centro di nuove verifiche, mentre si cerca di stabilire se possa essere stato l’arma del delitto.

Nei giorni scorsi, circolava la voce di un presunto «attizzatoio da camino» cercato dai carabinieri nel fossato, ma i genitori di Chiara hanno smentito con precisione: «Tutti gli attrezzi del camino sono al loro posto». A mancare, invece, era proprio quel martello, un dettaglio emerso fin dalle prime indagini e che oggi assume un peso diverso. Sebbene non vi siano ancora conferme ufficiali sul legame tra il ritrovamento e il delitto, la coincidenza geografica e temporale ha spinto gli inquirenti a riaprire alcuni scenari.

La nuova inchiesta, coordinata dalla Procura di Pavia, ha portato a perquisizioni e sequestri, concentrandosi su nomi già noti: Andrea Sempio, Marco Poggi (fratello della vittima), le gemelle Cappa e due amici della cerchia, Roberto Freddi e Mattia Capra. Nessuno di loro è al momento formalmente indagato, ma le recenti attività investigative dimostrano che il caso è lungi dall’essere archiviato.

Particolare attenzione è riservata alla figura del cosiddetto «supertestimone», un soggetto che avrebbe fornito elementi nuovi, sebbene il suo ruolo non sia ancora chiaro. Intanto, riaffiorano anche alcuni sms e dinamiche legate alla festa in piscina organizzata poco prima del delitto, dettagli che potrebbero rimettere in discussione la verità giudiziaria finora accettata.

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